Primario psichiatria bambina ricoverata abuso psicofarmaci Immagine di repertorio

La vicenda della bambina di 10 anni ricoverata a Monza per una crisi di nervi ha assunto dei contorni ancora più inquietanti e non chiari. Inizialmente il primario di psichiatria dell’Asst di Vimercate aveva parlato di un “abuso di cocaina” scoperto dalle analisi; successivamente però non ha confermato la tesi ma solo un uso eccessivo di psicofarmaci.

La cocaina trovata nelle analisi della bambina

Il racconto del dottore Antonio Amatulli, primario di psichiatria dell’Asst di Vimercate, in provincia di Monza e della Brianza, ieri mattina iniziava così: “Quando abbiamo visto questa ragazzina di 10 anni, agitata, nervosa e dopo le analisi abbiamo scoperto che faceva uso di droga alla sua età siamo rimasti a bocca aperta“.

La bambina era giunta al pronto soccorso con i suoi genitori preoccupati dalla crisi di nervi della figlia. Dopo alcune analisi la piccola sarebbe risultata positiva alla cocaina e gli psichiatri hanno deciso per il ricovero in una struttura di neuropsichiatria a Besana in Brianza.

La versione del primario

Il primario inizialmente aveva commentato la vicenda dicendo: “Probabilmente ha recuperato lo stupefacente da qualche ragazzino della zona“.

Secondo il medico, per i giovanissimi “ormai è sempre più facile trovare queste sostanze“. A qualche ora di distanza, però, intervistato da La Repubblica, Amatulli ha ridimensionato le sue dichiarazioni circa l’abuso di stupefacenti: “Non posso confermare né la positività alla cocaina né alla marijuana“, ha detto, e ha concluso: “solo alle benzodiazepine“. Queste ultime appartengono a una classe di psicofarmaci e hanno proprietà sedative, ansiolitiche, anestetiche e miorilassanti.

Le indagini dei carabinieri

L’uso di questi psicofarmaci è stato confermato dai risultati degli esami del sangue effettuati sulla bambina.

Secondo le indagini dei carabinieri del comando di Monza, la piccola era stata già ricoverata nell’aprile scorso. La Repubblica ha intervistato Desio Mansueto Consentino, comandante della stazione dei carabinieri, il quale ha spiegato: “A metà aprile la bambina è stata portata dai genitori all’ospedale di Monza dopo un malore a scuola e lì è stata trovata positiva alle benzodiazepine“. E ha continuato: “I genitori stessi sono venuti in caserma perché ritenevano gli atteggiamenti della figlia ‘strani’ ed erano preoccupati da certe frequentazioni“. Inoltre, ha aggiunto Consentino, “è una famiglia molto attenta e non risulta che la bambina sia mai stata abbandonata da sola durante le giornate“.

Dopo la denuncia dei genitori sono scattate le indagini e i carabinieri hanno individuato un gruppo di adolescenti, tra i 13 e i 15 anni, tutti consumatori di sostanze stupefacenti. Questi sarebbero entrati in contatto con la bambina, resta da capire in che modo. Dall’aprile a oggi, per due volte la piccola è stata portata al pronto soccorso di Vimercate, in cura presso il reparto di Neuropsichiatria infantile. Dunque, una vicenda dai contorni poco definiti e quantomai preoccupanti, dalla quale sono emersi, finora, problemi psichiatrici e un uso di psicofarmaci.