i vigili del fuoco in azione a Corinaldo

È di questa mattina la notizia che la procura di Ancona ha predisposto gli arresti per 7 persone in merito alla tragedia avvenuta nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018.

Le persone arrestate fanno tutte parte di un gang dedita alle rapine di oggetti personali in contesti affollati, attraverso l’utilizzo di spray urticante.

Corinaldo: scattano gli arresti

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso circa un migliaio di persone tra adolescenti e qualche genitore si trovavano nel locale in attesa del concerto del trapper Sfera Ebbasta.

Una serata all’insegna della spensieratezza trasformatasi in un incubo a causa di un singolo gesto, lo spruzzo di uno spray urticante al peperoncino. Quella notte a perdere la vita sono stati la vita 5 adolescenti e una mamma di 39 anni, morti a causa della calca generata dal fuggi fuggi generale.

Dopo quasi 8 mesi d’indagine la procura e i carabinieri hanno individuato un gruppo composto da 7 persone, di cui 6 di età compresa tra i 19 e i 22. Dopo la firma dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Monica Garulli, nella notte tra sabato e domenica sono partiti gli arresti.

I ragazzi sono accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni aggravate, mentre la settimana persona, un uomo più grande, è accusato di ricettazione.

La gang dello spray urticante

Usavano lo spray per stordire le vittime e derubarle, oppure per fuggire dopo il furto. Oggetti dell’attività criminale monili d’oro, collanine, anelli… Questo e altro è quanto riferito durante la conferenza stampa tenutasi oggi dal Procuratore Capo di Ancona e il team che si è occupato dell’indagine.

Hanno agito senza scrupoli ignorando persino la tragedia che si stava consumando a causa loro. Secondo il resoconto del gip, un membro della gang ha persino rapinato un ragazzo intento a soccorrere una delle tante persone rimaste schiacciate sulla rampa.  

Colpi da 15mila euro

Tutti originari del modenese e attivi sul territorio di Fabriano prima e dopo la tragedia. Due di loro sono stati arrestati lo scorso 6 luglio a Disneyland per il furto di collanine, processati per direttissima, sono stati rilasciati due giorni dopo.

Conducevano una vita agiata e dispendiosa grazie alle rapine.

Per lo più la refurtiva era composta di monili e collanine d’oro che venivano consegnate al ricettatore. I ragazzi riuscivano a raggiungere cifre da capogiro, un totale di 500grammi di oro, ovvero 15mila euro al mese, rivenduti ad un Compro Oro di Castelfranco Emilia. Dopo i fatti di Corinaldo la banda ha messo a segno un totale di 11 colpi accertati.

Bande che agiscono in modo simile

Il caso di Corinaldo, ha fatto notare il procuratore generale, ha portato alla luce una questione “preoccupante“, ovvero l’esistenza di bande di giovani che agiscono in modo simile, approfittando di eventi di grossa portata e utilizzando lo spray urticante per perpetuare le loro attività criminali causando danni ingenti, come è accaduto a Torino nel giungo del 2017.

Le parole di Matteo Salvini

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato l’esito dell’indagine in merito ai fatti di Corinaldo. Con un post su Facebook Salvini scrive: “Grazie ai Carabinieri e agli inquirenti: avevamo promesso indagini serie e rigorose per prendere i responsabili di quella tragedia e ora c’è un segnale importante. Nessun arresto restituirà le vittime ai propri cari, purtroppo, ma è nostro dovere individuare i colpevoli e punirli come meritano.

Speriamo che la Giustizia preveda galera certa per tutti, senza sconti o attenuanti”.