Forse qualcuno spruzzò lo spray al peperoncino per rapinare in Piazza San Carlo a Torino

A distanza di due anni dal dramma di Piazza san Carlo, sono arrivate oggi le condanne per 4 accusati della banda dello spray al peperoncino. Le accuse nei loro confronti erano di omicidio preterintenzionale.

Una serata di festa diventa dramma

Il 3 giugno 2017 piazza San Carlo, a Torino, è diventata teatro di una delle vicende che più hanno segnato l’opinione pubblica negli ultimi anni. Avrebbe dovuto essere una serata di gioia: migliaia di tifosi juventini si erano riversati nel centro città per vedere dai maxi schermi in piazza la partita finale di Champions League, Juventus-Real Madrid.

Ad un certo punto, nel corso della partita, la folla in piazza aveva cominciato a muoversi in preda al panico, per motivi che per lungo tempo sono sembrati inspiegabili. Migliaia di persone hanno cominciato a correre, qualcuno cominciò a parlare di spari. La folla si schiacciò contro le transenne: la piazza non permetteva uno sfogo della gente in fuga, in molti si ferirono con i vetri rotti delle bottiglie che ricoprivano il centro. Furono 1672 le persone che rimasero ferite. Due donne, purtroppo, morirono: una di queste era Erika Pioletti, che si trovava in piazza per accompagnare il suo fidanzato a vedere la partita e finì schiacciata dalla folla. Marisa Amato rimase invece gravemente ferita e immobilizzata a letto ed è morta nel gennaio di quest’anno.

Lunghe indagini per capire la dinamica

Solo diverso tempo dopo la tragedia si è riusciti ad identificare i ragazzi che, a quanto pare, usarono lo spray al peperoncino in mezzo alla folla, con l’intento di fare piccoli furti creando il caos.