Strage di Corinaldo

Ridevano e scherzavano sulla strage provocata, questo è quanto emerso dalle intercettazioni riportate sull’ordinanza di arresto firmata dal gip di Ancona. Nella notte tra venerdì e sabato i membri della banda dello spray, colpevole della strage della Lanterna Azzurra, la discoteca di Corinaldo nella quale morirono 6 persone nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso, sono stati arrestati.

Nel locale erano presenti circa un migliaio di persone in attesa del concerto del trapper Sfera Ebbasta. Una serata tranquilla nell’attesa del proprio idolo musicale, interrotta da chi, per scopi criminosi, ha spruzzato dello spray al peperoncino scatenando un mortale fuggi fuggi generale.

Il ruolo chiave delle intercettazioni

Le intercettazioni hanno avuto un ruolo fondamentale. Frasi shock contenute nell’ordinanza di custodia firmata dal procuratore generale di Ancona, Monica Garulli, che ieri ha spiegato le operazioni che hanno portato all’arresto dei membri della banda.

Non era la prima volta che questi ragazzi, di età compresa fra i 19 e i 22 anni, usavano lo spray al peperoncino per coprire la fuga o permettere una migliore attività criminale. Questa volta però, la tecnica è costata la vita a Asia Nasoni, Emma Fabini, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Daniele Pongetti, che di anni ne avevano solo tra i 14 e i 16 e mamma Eleonora, la 39enne morta per fare da scudo alla figlioletta di 12 anni portata al suo primo concerto.

Sono morti tutti, schiacciati dalla calca della folla impacciata in fuga verso le uscite di sicurezza, e questi ragazzi non si sono fermati neanche davanti a questo. Uno di loro, uscendo a sua volta da locale, ha persino strappato la catenina a uno dei presenti che invece di scappare cercava di aiutare gli altri a rialzarsi.

L’ironia dopo la strage

Uè assassino” oppure “Ciao assassino, che spettacolo le catenine di quella sera” o ancora “Sei il re del gas“. Queste sono solo alcune delle frasi pronunciate dai componenti della banda dello spray ricordando, con una goliardia che lascia un senso di sconcerto, la tragica notte di Corinaldo.

Quella sera tra gli obiettivi c’era lo stesso Sfera Ebbasta, volevano strappare la collanina anche a lui: “Se non era stato per i morti te lo giuro (…) lì gliela faceva”.

A lui danno anche la colpa di come sono andate le cose, “Ha rovinato tutto” si legge “Pensa fra che affamato quella sera lui è andato all’Altro Mondo e poi doveva venire lì (…) doveva fare due serate”; un ritardo che li ha fatti scoprire e ha innescato tutto. Uno di loro è stato individuato dai presenti così, per coprire la fuga, ha spruzzato lo spray al peperoncino.

Nelle intercettazioni anche il ricordo del momento della fuga: “Siamo andati a una festa fra e sono morte 6 persone. Noi non potevano restare lì. (…) La gente che urlava, la gente che iniziava a cader, io ho saltato tre persone fra, ho passato certe cose fra…Ho spruzzato così tanto in discoteca che subito si è svuotata”.