fabiana raciti

Filippo Raciti è vivo nella memoria di chi lo amava: a dimostrarlo è stato un gesto dolcissimo e in qualche modo doloroso da parte di sua figlia Fabiana, che ha deciso di porre una copia della sua tesi di laurea vicino alla divisa di suo padre, esposta nell’aula “Filippo Raciti” della X Reparto Mobile della Polizia di Stato.

Ucciso mentre faceva il suo lavoro

Fabiana Raciti non ha negato di essersi commossa quando ha lasciato la tesi vicino alla divisa che suo padre indossava la sera della sua morte. Era il 2 febbraio 2007 e Raciti era allo stadio, per contenere gli ultras insieme ai suoi colleghi.

Ad un certo punto era stato ferito con un corpo contundente (un oggetto che non verrà mai identificato) e morirà nel giro di due ore, in ospedale, per un fatale trauma epatico. 

Per la sua morte sono stati condannati in due gradi di giudizio Antonino Speziale (minorenne all’epoca dei fatti) e Daniele Natale Micale, Speziale ha ricevuto una condanna a 8 anni di carcere, mentre Micale è stato condannato a 11 anni di detenzione.

Una tesi per onorare suo padre

Fabiana aveva 15 anni quando il padre morì. Oggi, ormai adulta, ha scritto una tesi dal titolo “Sicurezza ed Eventi sportivi: dal trattato n.

218 del cONSIGLIO D’europa al caso Raciti”. È lei stessa, su Facebook, a descrivere questo momento: “Con un forte nodo in gola, sono entrata nell’aula magna “Filippo Raciti”, all’interno della quale è stata allestita un’esposizione permanente delle uniformi storiche della Polizia di Stato”. Per Fabiana, come da lei stessa spiegato, si tratta di “una delle emozioni più forti della mia vita”.