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Sarà il Tribunale di Monza a stabilire la sorte della casa di Morgan, sfrattato poche settimane fa e piombato al centro di un caso ormai nazionale. Mentre si attende l’udienza che blinderà l’esito della querelle, l’artista ha riferito all’Adnkronos di una lettera che alcuni concittadini avrebbero cercato – a suo dire invano – di far pubblicare alla stampa locale a supporto di quello che non sarebbe un “un semplice immobile” ma “un luogo di culto” da tutelare. La speranza, forse, è quella che il cuore dei monzesi possa ‘bucare’ le ruvide e austere fortezze della burocrazia per arrivare un roseo epilogo nel caso (che ancora scotta).

Morgan: “Ecco la lettera dei monzesi”

La casa di Morgan come “un luogo di culto” da preservare, strumenti e arredi compresi. È questo il filo conduttore della lettera che alcuni monzesi avrebbero scritto per cercare una soluzione al caso.

Lo ha rivelato l’artista stesso ad Adnkronos, che ha pubblicato il contenuto della missiva riportando anche alcune dichiarazioni di Marco Castoldi. L’accento, secondo la visione del cantautore, è sul tentativo di far arrivare le parole dei concittadini alla stampa locale, che sarebbe reso vano da una non meglio specificata “ostilità”.

Sconsolati mi hanno contattato – ha detto Morgan – e gli promesso di renderla pubblica prima dell’udienza, perché gli sono profondamente riconoscente“.

Il destinatario è il nuovo proprietario dell’immobile (che sarebbe stato denunciato pochi giorni fa dall’artista), al quale è rivolto l’appello di riflettere sulla vicenda usando anche il cuore: “Possiamo intuire che lei non ha nessuna responsabilità, che la vicenda le è quasi scoppiata in mano, ma lei deve capire che sta provocando, volente o nolente, devastazione e sofferenza“.

Insomma, a detta dei firmatari della lettera, la casa di Morgan sarebbe un patrimonio culturale di grande valore per l’intera comunità.

La ricerca di un dialogo per risolvere la questione

Secondo gli autori del messaggio, inoltre, occorre prestare attenzione alla dimensione emotiva contenuta in quelle mura e che è parte fondamentale della creatività di Morgan. “Lei potrà pensare: e a me cosa interessa, qui si parla di affari!!! La salute e il benessere psico-fisico di Morgan – aggiungono i mittenti – dipendono da quella casa“.

L’obiettivo è quello di arrivare a tessere le trame di un dialogo che possa portare a un accordo tra l’artista e l’acquirente della casa: “Perché così tante persone con la voglia di combattere per Morgan? Non la fa riflettere tutto ciò? Non sarebbe più proficuo per tutti riconsiderare le sue posizioni e ripensare ad un accordo con Morgan stesso?“.

Ai posteri (e al destinatario) l’ardua sentenza, in attesa della decisione del Tribunale che arriverà tra poche ore.