Matteo Salvini conferenza stampa su rifiuti

Il governo gialloverde vuole mettere le mani su uno dei provvedimenti più noti del governo Renzi: gli 80 euro in busta paga. Per garantire i 960 euro annuali è infatti prevista a livello finanziario una copertura economica pari a circa 10 miliardi di euro, che il governo potrebbe voler utilizzare in svariati modi nella prossima finanziaria. Si avrebbero così due soluzioni in una: avere i fondi per un’iniziativa attualmente impensabile e, al contempo, levare di torno un bonus che richiama fantasmi delle notti passate.

Idee ancora incerte sulla prossima finanziaria

Cosa dovrebbe accadere, con i 10 miliardi ricavati dall’abolizione del bonus Renzi, è ancora del tutto da definire.

Per ora si sa che il vice premier e il ministro Tria sono all’opera sulla finanziaria 2020, e che ci sono vari modi in cui gli 80 euro potrebbero essere utilizzati: l’abolizione della Tasi, la flat tax (prevista magari anche per le famiglie), o un bonus finanziario per chi ha un reddito tra gli 8 ed i 25mila euro. Quest’ultimo, nelle idee governative, potrebbe essere inversamente proporzionale al reddito stesso: partirebbe da cifre più alte per i redditi sugli 8mila euro e più basse man mano che ci si avvicina ai 25mila.

Per ora si può desumere che il governo abbia in mente sostanzialmente solo misure a “immediato godimento”: per ora il Governo non ha accennato alla possibilità di utilizzare tali fondi allo scopo di finanziare manovre pensionistiche.

Salvini incontra i Sindacati

Per c’è stato un incontro tra Matteo Salvini e i sindacati, durante il quale il vice premier si è sbilanciato in maniera moderata: ha definito la futura manovra finanziaria “coraggiosa” e disdegna gli atteggiamenti moderati di chi all’interno del governo non predilige gli slanci audaci in termini di scelte.

Al riguardo Salvini parla di “gioco delle tre carte”, modalità da scongiurare secondo lui. Nel modus operandi audace di promosso da Salvini non può sfuggire il fatto che eliminare il bonus degli 80 euro non comporterebbe la realizzazione di un progetto di pari valore, bensì di provvedimenti più onerosi che richiederebbe di sforare a livello di impegno economico. Una nuova prospettiva di deficit finanziario, insomma, che potrebbe decisamente non convincere tutti.

D’altronde, meno di un mese fa Di Maio si era espresso con scetticismo sulla possibilità di legare in qualche modo flat tax e 80 euro: “Io non sono affezionato agli 80 euro, ma quelli non erano soldi di Renzi. Quelli sono soldi degli italiani, e se si dice ai cittadini che si toglieranno 80 euro per fare la flat tax, o peggio aumentare l’Iva per fare la flat tax, questo per me è inaccettabile”.