cimice su ramo

Allarme sull’invasione di cimici asiatiche al Nord Italia: i dati raccolti da Cia-Agricoltori Italiani fotografano una situazione di assoluta gravità per i raccolti, con danni sempre più ingenti alle campagne. A rischio il settore ortofrutticolo tra Veneto ed Emilia-Romagna, dove insiste una condizione di vera e propria crisi. Il fenomeno si sta estendendo velocemente ad altre regioni come Trentino, Lombardia e Friuli, in uno scenario fluido che potrebbe avere proporzioni ancora più drammatiche.

Allarme cimice asiatica in Italia

Stando a quanto portato all’attenzione del governo da Cia-Agricoltori, al Nord Italia si può parlare di emergenza alla luce dell’incremento della popolazione di cimici asiatiche nelle campagne.

Secondo i dati riferiti dal presidente Dino Scanavino, la situazione dei raccolti sarebbe ormai insostenibile, complice il cambiamento climatico che introduce parassiti e patogeni alieni al nostro territorio.

Si parla di una “presenza pericolosa per l’agricoltura“, che rischia di mettere in ginocchio – con proiezioni nel breve periodo – l’intero comparto ortofrutticolo al Settentrione.

Questo scenario apocalittico sarebbe quanto mai verosimile in regioni come Veneto ed Emilia-Romagna, in capillare estensione verso Trentino, Lombardia e Friuli.

Un flagello che mette a rischio l’agricoltura

L’appello di Cia è rivolto alle istituzioni, affinché si presti la dovuta attenzione a un fenomeno che non può dirsi circoscritto ma piuttosto in continua e imprevedibile evoluzione.

Si tratta, secondo la lettura fornita dal presidente Scanavino, di un vero e proprio flagello che rischia di compromettere un settore – come quello agricolo – già pesantemente provato dalle calamità naturali sempre più frequenti.

Interi frutteti vengono distrutti nella totale assenza di misure di contrasto e prevenzione all’invasione. “Bisogna rispondere – sottolinea Scanavino – dando più spazio e risorse alla ricerca e con interventi rapidi di sostegno ai produttori“.

Danni per milioni di euro

La stima dei danni provocati dalla cimice asiatica è impressionante, con perdite calcolate in milioni di euro. Nel solo territorio emiliano, soprattutto nel Ferrarese, si è registrata una perdita sul pero che sfiora il 100% della produzione.

Si tratta di un bilancio più che drammatico per decine di agricoltori, stremati da una lotta impari contro le nuove specie di insetti e parassiti imposti dallo stravolgimento climatico.

I danni su pesco, susino, albicocco, mandorlo e ciliegio si assestano intorno al 25%, e va ancora peggio per quanto riguarda il melo e nespolo, per cui si stimano perdite tra il 40% e l’80%.

Ma non è tutto, perché le cimici attaccano anche coltivazioni di melanzane, pomodori e zucchine, con maggiore incidenza nel Padovano.

Cia-Agricoltori sostiene la necessità di incrementare la ricerca, anche con l’avvio dell’impiego della ‘vespa samurai’ che è, ad oggi, l’antagonista naturale della cimice asiatica dotato di maggiore efficacia.