Matteo Salvini conferenza stampa su rifiuti

Matteo Salvini rischia grosso, e non si tratta di nulla legato alla politica italiana. Il vice premier è infatti stato citato in giudizio e successivamente condannato per aver pubblicato una foto di Soren Moje, attivista della Ong Lifeline, senza aa quanto pare averne i diritti a livello di copyright. 

Il leader della Lega sarebbe dunque finito “in tribunale”, ma questa volta la Lega non c’entra, bensì l’attività social che ha reso tanto celebre il Ministro.

Galeotto fu il tweet

Il tweet incriminato sarebbe stato pubblicato lo scorso 16 giugno e mostrerebbe un primo piano di Soren Moje, attivista e componente dell’equipaggio della Mission Lifeline.

Il post vorrebbe essere una risposta di Salvini ad alcuni attivisti di Lifeline che avevano definito “fascista” il vice premier. Nella captino si legge infatti: “Questo signore è nell’equipaggio della nave Ong tedesca che, in attesa di caricare immigrati, mi dà del “fascista”…rassicurante direi!”. Si può immaginare che Salvini, definendo ironicamente Soren Moje “rassicurante”, si riferisca al suo stile estetico: piercing, capelli rosa e anello al naso.

foto tweet salvini
L’immagine pubblicata in un tweet sul profilo Twitter di Salvini

La foto, però, non si poteva pubblicare senza chiedere l’autorizzazione dell’autore della foto, Friehold Ulonska. Il Landgericht Frankfurt ha emesso ai danni di Matteo Salvini un’ingiunzione preliminare che prevede che Salvini sia obbligato a rimuovere il post, o dovrà pagare 250mila euro ed andare addirittura incontro a 6 mesi di carcere.

Axel Steier, portavoce di Mission Lifeline, ha dichiarato in una nota sul sito della Ong: “Negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerose violazioni legali di media e politici hanno commentato impropriamente e illegalmente Mission Lifeline e i nostri membri dell’equipaggio. D’altra parte, siamo altrettanto coerenti nell’uso delle fotografie scattate da noi nel contesto della propaganda contro il salvataggio del mare, violando in tal modo i diritti d’autore. Perseguiamo violazioni all’estero tanto quanto in Germania.

Secondo il Kronen-Zeitung in Austria, questa esperienza deve ora essere fatta anche dal vice primo ministro italiano Matteo Salvini“.