Caso Diciotti: la Giunta dice no al processo a Salvini

Bagarre in aula, è difficile capire se i volti siano abbronzati o semplicemente neri. Dal lato di Forza Italia Anna Maria Bernini parla di voglia di ritardare il voto da parte del Pd, parla di alleanze già nate all’opposizione. Salvini attacca con un lungo intervento il Pd, strizza l’occhio al M5S: “Pensateci 3 volte prima di allearvi con questa gente”. Pd risponde cercando di mantenere il tono, Marcucci parla di bugie.

Salvini: “Dare la parola al popolo”

Matteo Salvini ha taciuto per tutto il giorno ed ora arriva forte e provocatore: commenta i volti abbronzati degli altri, si tira addosso urla e critiche, poi torna alla pièce de resistance di questi giorni, il ritorno al voto, “la parola agli italiani“.

“Cosa c’è di più bello che dare la parola al popolo? Comprensibilissimo da parte del Senatore Renzi, con i disastri che ha fatto se va al voto gli italiani lo mandano a casa“.

C’è apertura invece al taglio dei parlamentari: “Tagliamo al settimana prossima 345 parlamentari, poi il mio mandato lo metto in mano agli italiani. Fa l’elenco degli imprenditori che vorrebbero andare al voto subito, inveisce: “Non ho mai conosciuto un fascista che vuole andare alle elezioni e vuol dare la parola al popolo”.

Le accuse: “Non sapevo che fosse reato andare in spiaggia

Partono frecciatine e stoccate al Partito Democratico, parla di “richiesta quotidiana di dimissioni da parte del Pd”, parla dell’ultimo periodo come un attacco continuo: Non sapevo che fosse reato andare in spiaggia, ho imparato anche questo”.

Conclude parlando di sfida accettata per quanto riguarda la questione del taglio ai parlamentari: “Si vota il taglio ai parlamentari e poi il giorno dopo subito al voto“.

La conclusione arriva con un cenno alle poltrone (ormai leit motiv di questi giorni) e una citazione: Non abbiamo paura di alzarci dalle poltrone dei ministeri del Senato, chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

Controrisposta dal Pd

Risponde Andrea Marcucci, capogruppo Pd, che definisce Matteo Salvini “assenteista” sia in Europa che in Parlamento: “Il più assenteista nel Parlamento e al Viminale perché le giornate passate a difendere la sicurezza degli italiani sono state pochissime, d’altronde aveva la campagna elettorale”.

Parla anche di “bugie”: “È un momento molto delicato per il Paese e non si può ascoltare un numero del genere di bugie nel senato”. Appello finale alla Casellati: “La costituzione è il nostro faro e io le chiedo con il senso dello Stato di svolgere fino in fondo il suo ruolo di presidente del Senato, fino in fondo”.