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Proseguono le indagini della polizia in merito a quanto accaduto questa mattina in piazza San Carlo a Torino, dove due uomini hanno tentato di rapire una donna caricandola su un furgone nero davanti agli occhi sgomenti dei passanti. Pare che il movente del gesto sia legato al denaro. 

Rapita per denaro

Pare che dietro il tentato rapimento della donna ci sia un recupero crediti. Questo quanto emerso dai primi accertamenti degli inquirenti. Agli arresti risultano tre persone, tutte di nazionalità tedesca. Secondo quanto emerso fino ad ora due di loro farebbero parte di un’agenzia investigativa. Nelle ultime ore una quarta persona è stata fermata, anch’essa risulta essere di nazionalità austriaca.

 

La donna, una 35enne di origine serbo-australiana, si trovava insieme ad un uomo che è riuscito a fuggire e che al momento non è stato individuato. 

Una truffa in Germania

A dare il via all’operazione ci sarebbe una truffa a danno di un imprenditore edile che farebbe parte delle tre persone arrestate. L’uomo sarebbe stato raggirato dalla coppia mentre si trovava a Milano lo scorso giugno. La truffa riguardava un cambio valute, l’imprenditore tedesco aveva consegnato 50mila euro a un interlocutore contattato su internet trovandosi poi con l’equivalente in banconote false.

Invece di denunciare l’accaduto, l’imprenditore si sarebbe rivolto ad un’agenzia investigativa che ha individuato le due persone e optato per il sequestro. 

Il tentato rapimento

La donna è stata aggredita mentre si trovava nei pressi di Piazza San Carlo, in un punto in cui è consentito il passaggio di mezzi. Stava passeggiando insieme ad un uomo quando il furgone nero, entrando contromano nella strada, si è scagliato su di loro. L’uomo è riuscito a scappare, mentre la donna è stata caricata sul furgone da due uomini con il volto coperto da un passamontagna. “È stata presa e caricata su un furgone.

Urlava“, ha raccontato un testimone.  “La donna si è messa a urlare mentre il suo accompagnatore è scappato. L’uomo che l’ha presa sembrava un buttafuori. Aveva il volto coperto da un passamontagna”. I contorni della vicenda restano ancora da chiarire.