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Sono quasi 2 milioni i bambini che, in Africa centro-occidentale, a causa di minacce di violenza contro l’istruzione, sono stati costretti a lasciare la scuola. È il grido d’allarme lanciato dall’Unicef nel suo rapporto “Education Under Threat in West and Central Africa”, pubblicato il 23 agosto, in cui avverte del pericolo che il futuro educativo di milioni di bambini possa esser messo a repentaglio.

L’emergenza scuole in Africa occidentale

Sono 9.272 le scuole che, fino al giugno 2019, hanno chiuso i battenti in Africa. Gli stati coinvolti sono il Burkina Faso, il Camerun, il Ciad, la Repubblica Centafricana, la Repubblica Democratica del Congo, ma anche il Mali, il Niger e la Nigeria.

In totale, secondo il rapporto di Unicef, sarebbero addirittura 1,9 milioni i bambini che nell’ultimo anno hanno smesso di andare a scuola perché qualcuno ha deciso così.

Secondo Unicef, infatti, è chiaro come nella regione ci sia un preciso obiettivo di annientare il sistema scolastico con attacchi deliberati contro le scuole, gli insegnanti, così da cancellare per migliaia di innocenti la possibilità di educarsi e di prospettare una vita migliore, un futuro prospero e crescere invece in un clima di paura e grande incertezza.

Un’emergenza che coinvolge un bambino su quattro

Nel solo Camerun, ad esempio, sono già 4.400 le scuole chiuse nelle regioni del nord-ovest e del sud-ovest.

Non va meglio in Burkina Faso, dove le strutture dove non si insegna più sono 2000, mentre in Mali ci si ferma a 900. La violenza dilagante che imperversa in questi paesi rende il sistema educativo precario, vulnerabile. Nel Sahel centrale, in due anni, il numero di chiusure delle scuole è infatti aumentato di sei volte, passando alle 512 dell’aprile 2017 alle 3005 dello scorso giugno 2019.

Per quanto questa risulti una realtà lontana dalla nostra, quella occidentale, il problema scolastico ed educativo dell’Africa occidentale coinvolge un bambino su quattro a livello mondiale.

Proprio per questo motivo Unicef chiede a gran voce un sostegno umanitario per riassettare servizi cruciali per assicurare un insegnamento dignitoso a milioni di minori: secondo il fondo, però, manca ancora il 72% di contributi affinché l’obiettivo possa dichiararsi raggiunto.