mani di uomo con manette

Un savonese in vacanza in Spagna con il figlio di 8 anni, un altro genitore (residente in Svizzera) con loro insieme al suo bimbo. È il ritratto di un viaggio come tanti, macchiato dal più terribile dei sospetti: entrambi gli adulti sono accusati di abusi sessuali sui figli, reato contestato dalle autorità spagnole che avrebbero raccolto testimonianze determinanti per spiccare un mandato di arresto europeo. Il caso, però, ha molte più ombre che luci e i contorni della vicenda non sono ancora del tutto chiariti.

La vacanza in Spagna diventa un caso

La vacanza di un savonese, in Spagna con il figlio di 8 anni, è diventata un caso.

Le autorità spagnole hanno avviato le indagini per presunti abusi sessuali ai danni del minore e l’accusa sarebbe stata mossa anche a un altro genitore che si trovava con loro, cittadino svizzero padre di un bimbo che ha 9 anni.

Il viaggio risale alla fine di luglio, e i piccoli si sarebbero trovati in terra iberica con i padri per trascorrere qualche giorno in un campeggio, mentre le madri erano a casa.

Ma a ferie concluse qualcosa è cambiato: nel frattempo, sul tavolo degli inquirenti spagnoli erano arrivate le segnalazioni di alcuni testimoni (vicini di tenda della comitiva) che avrebbero raccontato due episodi degni di attenzione. Uno risalente alla notte tra il 19 e il 20, l’altro a quella tra il 22 e il 23 luglio scorsi.

Secondo le ipotesi contestate, entrambi gli adulti avrebbero abusato dei rispettivi figli e, poco dopo il rientro, è scattata la misura cautelare dei domiciliari con l’accusa di violenza sessuale.

Per il savonese, la Corte d’appello di Genova ha accolto la richiesta di estradizione notificatagli contestualmente al mandato di arresto europeo.Si tratta di una decisione davanti alla quale la difesa dell’indagato – che continua a dirsi innocente – ha già annunciato il ricorso in Cassazione.

La Procura generale del capoluogo ligure ha accolto le richieste dei colleghi di Madrid e avviato un’indagine che prevede alcune perizie sul bimbo, da effettuarsi per verificare eventuali segni di violenze a livello fisico e psicologico.

Gli investigatori spagnoli hanno preso un abbaglio – spiega il suo avvocato, Nicoletta Luzzi –.

La famiglia del mio cliente è unita. Dimostrerà la sua innocenza“.

Accusato di abusi sul figlio si difende

Alle dichiarazione del legale, riportate dal Secolo XIX, seguono quelle del suo assistito che continua a rigettare le accuse di pedofilia: a suo dire, quei gemiti che avevano allarmato i vicini di tenda sarebbero da ascrivere a un brutto sogno del figlio.

Per lui è scattato il divieto di avvicinamento al minore, che si trova insieme alla madre nell’abitazione da cui l’uomo è stato allontanato. Il principale elemento d’accusa in mano agli inquirenti spagnoli è la testimonianza di alcuni turisti francesi che si trovavano in quel campeggio sui Pirenei, ma anche su questo aspetto ci sarebbero molte sfumature da chiarire.

Padri accusati dai vicini di tenda

Nessuno dei denuncianti, infatti, sarebbe intervenuto nell’immediatezza di quelli che hanno descritto come episodi di chiara natura sessuale. Lamenti e gemiti che avrebbero sentito provenire dalle tende dei due papà in due occasioni distinte: una nella notte tra il 19 e il 20 luglio scorsi, l’altra nella notte tra il 22 e il 23.

L’altro genitore, tornato in Svizzera, è stato rimesso in libertà in attesa di estradizione. La denuncia dei fatti contestati sarebbe avvenuta alcuni giorni dopo il loro presunto accadimento, e per chiarire definitivamente i contorni della vicenda saranno preziosi gli esiti delle audizioni protette e delle visite mediche sui due bambini.