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Brexit, Parlamento sospeso: Boris Johnson infiamma Londra

La Regina ha dato il via libera: sì alla richiesta di Boris Johnson per la sospensione del Parlamento inglese. Insorge l'opposizione: spunta l'ombra del complotto sulla Brexit.
Big Ben

L’ombra del complotto sulla Brexit si staglia imponente alle spalle del Big Ben, in una Londra avvolta da un clima incandescente a ridosso del divorzio della Gran Bretagna dall’Unione europea. La mossa che ha fatto insorgere l’opposizione – fino a gridare al golpe – è presto detta: la regina Elisabetta ha dato il via libera alla richiesta di Boris Johnson sulla sospensione del Parlamento. Porte chiuse nelle due settimane che – per i sostenitori di una riconciliazione con l’Europa – sono ritenute cruciali per impedire la definitiva realizzazione del piano di rottura che ha causato più di qualche grana alla stessa Theresa May.

Boris Johnson sospende il Parlamento

Boris Johnson sospende il Parlamento inglese con l’approvazione della Regina: porte chiuse e attività interrotte per il periodo che va dalla seconda settimana di settembre fino al 14 ottobre prossimo.

Allora mancheranno soltanto 15 giorni all’avvento della Brexit, la cui formula è aggredita dalle più feroci critiche dell’opposizione. Così, nelle more di una decisione che ha fatto gridare al golpe, si insinua lo spettro di un complotto che il premier britannico rigetta con forza.

C’è una frangia di osservatori che, al pari dei detrattori dell’uscita della Gran Bretagna dalla bolla europea, sostiene si tratti di una mera strategia per arrivare al divorzio finale – datato 31 ottobre 2019 – senza un accordo.

La furia dell’opposizione

Johnson continua a rigettare questa analisi pessimistica degli eventi, ribadendo di aver agito semplicemente nel rispetto degli imperativi di governo: “Serve andare avanti, stiamo presentando nuove leggi“.

Ma mentre incassa il ‘sì’ della sovrana, dietro il fuoco di polemiche ormai incontrollabile si fa sempre più pressante la voce dell’opposizione.

La petizione contro la chiusura del Parlamento ha già raccolto oltre 1 milione di firme, sull’onda della convinzione che sia tutto un gioco di potere per chiudere la partita senza un contraddittorio interno.

Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, non ha faticato a dipingere l’azione di Johnson come un “oltraggio costituzionale” atto ad impedire una discussione severa e razionale sulla Brexit.

Corte Suprema ferma la sospensione del Parlamento

AGGIORNAMENTO DEL 24 SETTEMBRE – La Corte Suprema ha dichiarato “non legale, nulla e priva di effetti” la sospensione voluta da Boris Johnson.

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