Theresa May annuncia dimissioni

Lo aveva annunciato due settimane fa, e alla fine ha gettato la spugna. La testa di Theresa May è caduta sotto gli impietosi colpi della Brexit, segnando il clamoroso tracollo della sua era al vertice dei Tory. La premier britannica si è dimessa da leader del Partito conservatore e resterà di fatto in carica, a Downing Street, fino all’elezione di un successore (che dovrà avvenire entro il prossimo 25 luglio). Il fallimento del suo progetto di uscita dall’Ue, con un piano bocciato in Parlamento per tre volte, apre a uno scenario di incertezze.

Theresa May si è dimessa

Forse non avrebbe immaginato un simile finale quando, nel 2016, il vento della Brexit aveva inebriato la sua politica fino a costituirne l’asse portante.

Quello che per Theresa May doveva essere un successo tutto al femminile, però, si è rivelato più croce che delizia, svelando un tessuto di insicurezze che molti non le hanno perdonato.

A 62 anni, al culmine di un lungo travaglio interno alle forze del Paese, il primo ministro ha formalizzato le dimissioni da leader del Partito conservatore, aprendo a un’incandescente corsa al vertice.

I possibili nomi in corsa

Il fallito tentativo di incassare la ratifica all’accordo sulla Brexit ha accelerato l’uscita di scena di Theresa May.

La caccia a chi prenderà il suo posto è scattata e si stagliano già importanti nomi all’orizzonte.

Tra questi spiccano il ministro dell’Ambiente Michael Gove, e quello degli Esteri Jeremy Hunt, oltre a Boris Johnson, ex sindaco di Londra tra i favoriti nel sondaggio YouGov.

La leadership conservatrice sarebbe un ghiotto boccone anche per nomi come Andrea Leadsom, Dominic Raab, Kit Malthouse, Esther McVey, Sajid Javid, Matt Hancock, Sam Gyimah e Mark Harper.

Le dimissioni della May sono state comunicate al Comitato 1922 – organismo dei Tory che gestisce le elezioni dei leader di partito – tramite una lettera. Le nomination sono aperte.