donna vittima di violenza sessuale

È dura e sconvolgente la storia di violenze emersa più di un anno fa a Torino. Una ragazza, alunna dell’istituto tecnico Albe Steiner all’epoca dei fatti, aveva denunciato le violenze sessuali avvenute all’interno del nucleo familiare con un biglietto, consegnato ad un’insegnante. La donna aveva immediatamente consegnato il biglietto alla preside, che però, a quel punto, non aveva fatto (quasi) nulla. Il biglietto della ragazza era finito in un cassetto che era stato riaperto un anno dopo, quando i genitori della ragazza avevano scoperto che non era stata fatta alcuna denuncia.

Aveva cercato l’aiuto della scuola

Per anni la ragazza aveva dovuto sopportare le violenze perpetrate dal compagno della nonna, che approfittava dei momenti in cui la compagna non c’era per “assediare” la bambina.

Quando la nonna e il compagno si erano lasciati la giovane si era sentita libera di raccontare quello che le accadeva ed aveva parlato ai genitori delle violenze. Dopodiché aveva dato il biglietto con il racconto di quanto accadeva all’insegnante, che aveva poi passato il testimone (come impone il regolamento in questi casi) alla dirigente scolastica. L’avvocato della famiglia, Frediano Sanneris, ci ha raccontato che la dirigente scolastica avrebbe raccontato di aver agito pensando che sarebbe stato sufficiente fare una telefonata e non ha pensato di doversi attivare ulteriormente.

La famiglia, che si è affidata alle autorità senza dubitare del fatto che la dirigente avrebbe agito facendo denuncia, e non conoscendo le tempistiche della burocrazia giudiziaria è passato un anno prima che si rivolgessero a un legale e procedessero a riaprire nuovamente il vaso di Pandora e a fare denuncia, a maggio 2018, a quasi un anno di distanza dalla consegna da parte della ragazza del biglietto a scuola.

In tribunale a gennaio

La famiglia della ragazza -che non è dato sapere se sia ancora una studentessa dell’istituto- è però interessata a chiarire le cose a livello processuale nei confronti dell’ex compagno della nonna della ragazza.

La dirigente scolastica è infatti al momento accusata per un reato che compete l’ambito amministrativo, ed è di “omissione d’atti d’ufficio”. I genitori della giovane hanno deciso di non costituirsi parte civile contro la dirigente scolastica (che ora lavora in un altro istituto).

Sia l’uomo che la dirigente scolastica sono stati rinviati a giudizio e sono in attesa di processo che inizierà a gennaio 2020.