Tafida Raqeeb Fonte: Save Tafida/Facebook

Tutta la stampa parla della storia di Tafida Raqeeb, la bimba di 5 di Londra alla quale i medici vogliono staccare la spina. Mentre si attende il verdetto dei giudici il 13 settembre per decidere del futuro della piccola, sui social non si fa che parlarne. La madre della piccola Tafida è tornata sulla questione in una breve intervista telefonica.

L’intervista alla madre della piccola Tafida

Shelina Begum è la madre, avvocato, della bimba di 5 anni in coma da mesi dopo una grave emorragia cerebrale. In un’intervista concessa telefonicamente a Famiglia Cristiana, la voce della donna risuona stanca, frettolosa ma positiva.

Le viene chiesto se ha ancora speranza e lei risponde di “” e aggiunge: “Sono convintissima che possiamo farcela“. Ma non ha molto tempo da dedicare alle interviste perché, ha spiegato: “Questa settimana voglio concentrarmi sull’udienza. Non ho tempo per i giornalisti. Tutta la mia famiglia sta seguendo il caso, nell’aula del tribunale, e non abbiamo tempo per nient’altro“. Venerdì 13, infatti, la Corte inglese pronuncerà il verdetto sulla vita della piccola Tafida Raqeeb. Dunque, Shelina Begum e il marito Mohammed Raqeeb, si stanno preparando ad affrontare la nuova udienza.

La strategia degli avvocati della famiglia

I legali della famiglia Raqeeb stanno adottando una strategia un po’ diversa da quella usata nei casi di Alfie Evans e di Charlie Gard.

Gli avvocati vogliono far valere il diritto dei genitori a curare la bimba all’estero. Per la prima volta stanno chiedendo, inoltre, al giudice di tenere in considerazione e tutelare le convinzioni religiose della famiglia. I coniugi, infatti, sono musulmani praticanti e, per loro, acconsentire a sospendere i trattamenti vitali sarebbe “inammissibile oltre che un grave peccato“. Sempre a Famiglia Cristiana, la madre di Tafida ha detto: “Nessuno può disporre della vita umana tranne Dio“. In Italia, questa convinzione è ancora tutelata, è ciò che sostiene uno degli avvocati davanti al giudice.

Il trasferimento

E, proprio in Italia, c’è l’ospedale che, dopo una visita a Londra, ha fatto sapere di essere pronto a ospitare Tafida: il Gaslini di Genova. Lì si potrebbe effettuare l’operazione di tracheotomia di cui necessita la piccola per poter respirare da sola. Anche la decisione di trasferirla dall’Royal London Hospital all’ospedale del capoluogo ligure, sarà presa, probabilmente, venerdì 13. Intanto la bimba, secondo quanto riportano i genitori e alcuni video pubblicati sulla pagina Facebook Save Tafida, alza e abbassa le mani, muove la testa e le labbra.

Il sostegno della rete

Sui media locali, su quelli internazionali e sui social network non si fa altro che parlare del caso della bimba. Gli hashtag che girano in rete sono #saveTafida e #TafidaRaqeeb. Sul sito Citiziengo è stata creata una petizione per tenere in vita la piccola, firmata da più di 200mila persone. Una raccolta fondi per sostenere le spese legali è attiva sul sito Go Fund Me. E ancora, in attesa della sentenza di venerdì, a Trafalgar Square è stata organizzata per oggi, 12 settembre, una veglia di preghiera.

Se l’esito del verdetto sarà negativo i genitori della piccola Tafida potranno comunque fare ricorso alla Corte di appello e alla Corte Suprema. Intanto in tribunale a sostenerli davanti al giudice ci saranno gli zii e le zie, i cugini, e tutta la famiglia di Tafida.