emanuela folliero in primo piano

Intervistata da Oggi, Emanuela Folliero racconta perché ha deciso senza ripensamenti e dopo 30 anni di lasciare definitivamente Mediaset traslocando negli studi della concorrenza. Una scelta difficile per lo storico volto di Mediaset che però non ha avuto remore a spiegare: “Mi tenevano in panchina“.

Emanuela Folliero: un amaro addio

C’è sicuramente una punta di risentimento nelle parole che la Folliero ha affidato in esclusiva al settimanale Oggi, a cui ha voluto spiegare per filo e per segno per quale motivo, dopo 30 anni, ha deciso di abbandonare definitivamente gli studi di Mediaset. Non un colpo di testa e nemmeno una scelta presa su due piedi: da tempo maturava nell’animo della conduttrice la voglia di dedicarsi a qualcosa di nuovo, importante, che potesse essere degno della sua esperienza.

Lo sfogo della conduttrice

In casa Mediaset l’aria era tesa e per la Folliero c’erano sempre meno progetti. Un lento affievolirsi della fiamma che ha costretto la conduttrice a rivedere le sue posizioni iniziando a guardarsi intorno, valutando nuovi spiragli. A dire il vero, qualche proposta da Mediaset era arrivata ma non era sufficiente per la Folliero che l’ha vissuta, per certi versi, quasi come una mancanza di rispetto nei confronti della sua trentennale esperienza televisiva.

Mi tenevano in panchina – ha dichiarato la Folliero che il prossimo 16 settembre debutterà in Rai al fianco di Bianca GuacceroMi pagavano per non fare nulla: progetti ‘veri’, per me, non ce n’erano“, racconta la conduttrice. Poi una sorta di proposta, vissuta dalla Folliero come un affronto: “Quando mi sono sentita proporre il Grande Fratello Vip, proprio a me che in albergo tiro la tenda perché non mi vedano dalle finestre di fronte, ho capito che dovevo andarmene“.

Il trasloco in Rai è merito di Freccero

Una scelta che ha certo comportato delle conseguente: “Ho rinunciato ai soldi, ci ho guadagnato in libertà – chiosa duramente – Salvo poche eccezioni, neppure le ospitate potevo fare.

Ora posso andare ovunque. E scatenare il mio lato leggero“. In questo turbinio di sentimenti contrastanti è venuta alla luce dalle tenebre la chiamata salvifica di Freccero: “Quando mi ha chiamata Carlo gli ho chiesto: ‘quanto tempo ho per decidere?’. ’10 secondi’, mi ha detto. ‘Accetto’, l’ho fulminato“.