Il giornalista Pino Grazioli ha denunciato l'aggressione e le minacce di morte subite nella Terra dei Fuochi campana, dove bruciano illegalmente i rifiuti (Foto Facebook)

Mentre svolgeva il suo lavoro d’inchiesta e denuncia di illegalità, l’hanno aggredito e pestato a sangue. Ma Pino Grazioli non si è lasciato intimidire e anzi ha risposto con coraggio alla violenza. Ha postato foto e video su Facebook subito dopo il pestaggio, mostrando le ferite al volto e al corpo come medaglie per aver compiuto il suo dovere giornalistico e civico. Nella Terra dei Fuochi campana, dove i rifiuti tossici vengono costantemente dati alle fiamme, Grazioli è stato aggredito da dei criminali. Ma le minacce non son servite a fermarlo. “Non mi arrendo. Siete solo delle m…e”, ripete nel video.

“Non mi arrendo”: il giornalista non cede alle minacce

“Non tornare mai più qui. La prossima volta ti spariamo”. Così l’avrebbero minacciato i balordi che la notte di 2 giorni fa hanno aggredito il giornalista. Pino Grazioli si trovava nella Terra dei Fuochi in Campania, rinominata così per i costanti roghi illegali di rifiuti tossici. Il lavoro del giornalista non è stato sicuramente apprezzato dai suoi aggressori, che hanno a quel punto deciso di farglielo capire con la violenza. Il nostro collega tuttavia non si è piegato alle minacce, anzi. Ha risposto con ancora maggior ardore e senso del dovere, denunciando il pestaggio pubblicamente.

Non mi arrendo. Siete la vergogna di questo Paese. Avete mandato i vostri amici per avvisarmi di non venire più. E se continuo la prossima volta mi sparate. Adesso le autorità faranno il loro lavoro”, ha scritto poi Grazioli sul suo profilo Facebook.

Il messaggio solidale del consigliere dei Verdi Borrelli

Non poteva ovviamente mancare il commento del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, sempre in prima linea nella difesa della legalità in Campania. Massima solidarietà al giornalista Pino Grazioli per la vile aggressione subita. Un’automobile gli ha sbarrato la strada. Dalla vettura sono usciti dei delinquenti che lo hanno malmenato, costringendolo al ricorso alle cure ospedaliere.

Chi lo ha aggredito gli ripeteva che non deve più tornare a Villaricca e che deve smetterla di ‘sputtanare quella persona’. Evidentemente l’impegno di Pino Grazioli nella documentazione del fenomeno dei roghi tossici nella Terra dei Fuochi sta sortendo degli effetti che stanno impaurendo i criminali che, da anni, violentano i nostri territori. Borrelli ha poi sottolineato che “quella di questa notte è la seconda aggressione nel corso di pochi giorni. Gli auguriamo di rimettersi al più presto in modo da poter tornare alle attività di monitoraggio dei roghi tossici”.