mario rega cerciello, il carabiniere ucciso a Roma

Resta in carcere per ora Christian Gabriel Natale Hjorth, accusato di concorso nell’omicidio di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma lo scorso 26 luglio. Stando a quanto riporta Adnkronos, gli avvocati dell’americano avrebbero deciso di rinunciare all’udienza del Tribunale del Riesame che si sarebbe dovuta tenere oggi. La notizia di questa decisione arriva dopo quella che riguarda la relazione dei Ris sulle impronte del giovane dove era nascosta l’arma del delitto e sulle foto e i video nel suo cellulare in cui comparivano armi e droga.

Il ricorso era stato presentato lo scorso 1 agosto e sarebbe stato finalizzato a richiedere la revoca della misura cautelare del carcere.

Per ora nessuna udienza del Riesame per Natale Hjorth

Il ricorso presentato dai legali di Christian Gabriel Natale Hjorth pare fosse finalizzato a chiedere al Tribunale del Riesame che la misura cautelare emessa contro il giovane fosse revocata. Un’istanza di scarcerazione che, tra le altre cose, pare trovasse fondamento sul fatto che il giovane avesse dichiarato di non sapere che all’appuntamento con Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale il suo amico, Finnegan Lee Elder, reo confesso dell’omicidio del vicebrigadiere 35enne, avesse portato con sé quel coltello diventato poi arma del delitto.

Il Tribunale del Riesame oggi non si sarebbe dovuto esprimere sulla colpevolezza dell’indagato, giudizio che non è di sua competenza, ma sull’effettiva necessità di tenerlo recluso in carcere, di mantenere quindi la misura cautelare.

Agli atti dell’udienza che si sarebbe dovuta tenere oggi sembra ci fosse anche la relazione dei Ris in cui era stato messo in evidenza che erano state trovate le impronte del giovane sul pannello del controsoffitto spostato per nascondere l’arma del delitto e che sul suo cellulare erano stati trovati foto e video di droga e armi. Tutti questi elementi aggraverebbero la sua posizione. Anche la difesa di Finnegan Lee Elder aveva presentato ricorso al Riesame lo scorso 5 agosto.

Il commento dell’avvocato della famiglia del carabiniere ucciso

L’avvocato di Christian Gabriel Natale Hjorth, Francesco Petrelli, ha motivato con queste parole la decisione di rinunciare all’udienza: “Abbiamo rinunciato perché la Procura è la seconda volta che deposita nuovi atti a ridosso del Riesame. Inoltre la Procura ci ha comunicato che c’è ancora attività istruttoria in corso e a noi serve tempo per analizzare i documenti agli atti con i nostri consulenti“.

Per l’avvocato della famiglia del vicebrigadiere di 35 anni ucciso, Massimo Ferrandino, la decisione della difesa sarebbe da ricondurre a una ragione ben precisa: “Ha rinunciato a proseguire sulla strada del Riesame, evidentemente c’erano elementi consistenti. Le impronte sono state abbastanza rilevanti, ha pesato un po’ tutto. Facciamo terminare l’ottimo lavoro che sta conducendo la Procura“.