Mario Cerciello Rega

Dopo che i legali del 19enne americano, Finnegan Lee Elder, hanno dichiarato che il loro assistito temeva di essere strangolato da Mario Cerciello Rega, presentano ricorso al Tribunale del Riesame. L’1 agosto scorso, anche gli avvocati di Gabriel Natale Hjorth, anche lui accusato di concorso in omicidio del vicebrigadiere 35enne di Somma Vesuviana, avevano presentato istanza di scarcerazione al Riesame. Intanto, gli inquirenti starebbero analizzando i contatti telefonici che Sergio Brugiatelli avrebbe avuto attraverso il suo telefono, un Nokia di vecchia generazione.

Il ricorso al Tribunale del Riesame

I legali di Finnegan Lee Elder, Roberto Capra e Renato Borzone, hanno presentato questa mattina istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame per il proprio assistito.

Anche i due avvocati di Gabriel Natale Hjorth, Francesco Petrelli e Fabio Alonzi, negli scorsi giorni hanno presentato la stessa istanza. Con ogni probabilità l’udienza potrebbe essere fissata per settembre, in vista del blocco delle attività giudiziarie previsto nel mese di agosto che darà modo ai legali di preparare la propria strategia difensiva e attendere che il lavoro degli inquirenti prosegua.

La strada processuale dei due giovani statunitensi potrebbe però dividersi: se infatti Elder ha ammesso di aver inferto le coltellate risultate mortali al carabiniere 35enne, Mario Cerciello Rega, pur non avendo ripetuto la confessione davanti al gip, Hjorth sin dall’inizio ha detto di non sapere che il suo amico aveva un coltello con sé.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, sembra che gli avvocati, tra le altre cose, vogliano puntare sul fatto che i due militari non fossero facilmente identificabili, in quanto entrambi in borghese, e poi, come avrebbe riferito Elder al gip, sembra che i due militari non abbiano subito mostrato il proprio tesserino.

Il Nokia di Sergio Brugiatelli

Il Fatto Quotidiano riferisce che gli inquirenti starebbero ispezionando il Nokia di vecchia generazione di Sergio Brugiatelli per verificare i contatti in rubrica e gli scambi di sms che la notte in cui è stato ucciso Mario Cerciello Rega hanno avuto luogo.

La sua posizione sarebbe quella di vittima di estorsione ma questa tesi non sembra accolta dai difensori dei due americani accusati di concorso in omicidio del vicebrigadiere. Sembra che la difesa abbia espresso delle perplessità in merito al “cavallo di ritorno” effettuato dai militari dell’Arma per sventare il tentativo di estorsione contro Brugiatelli da parte dei due giovani americani, ipotizzando una “natura privatistica” nel loro operato, ipotesi che trova la netta smentita da parte dell’Arma.