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Finnegan Lee Elder, lo studente americano indagato per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, parla dal carcere tramite i suoi avvocati. I legali Roberto Capra e Renato Borzone hanno dichiarato che il loro assistito non sarebbe stato a conoscenza del fatto che il 35enne fosse un membro delle forze dell’ordine. Gli avvocati hanno anche parlato della possibile presenza di testimoni sul luogo del delitto, che potrebbero aiutare a chiarire la vicenda.

Elder aveva paura di essere strangolato: le parole degli avvocati

Come riporta ANSA, i legali di Finnegan Lee Elder hanno dichiarato che il 19enne “ci ha detto che aveva paura di essere strangolato, di essere oggetto di un’aggressione da parte di Cerciello quella notte, non sapeva che fosse un carabiniere“.

Elder sostiene che l’accoltellamento sarebbe avvenuto durante una rissa, ma la sua confessione di aver ucciso il vicebrigadiere non è stata ribadita davanti al gip durante l’interrogatorio per la convalida dell’arresto. Gli avvocati attendono ora l’esito dell’esame delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona “affinché venga fatta piena luce sul caso“.

Le parole della famiglia di Elder

Anche la famiglia del 19enne ha rilasciato una nota letta dal loro legale durante una conferenza stampa davanti la loro casa di San Francisco.

L’avvocato Craig Peters ha dichiarato che il pubblico ha un “resoconto incompleto” di quanto successo. La conferenza è stata convocata dopo il ritorno di Ethan Elder, padre di Finnegan, da Roma, dove ha fatto visita al figlio.

Come riporta il comunicato letto, la famiglia Elder ritiene che in questa faccenda “si sia balzati alle conclusioni“, nonostante un quadro incompleto di quanto accaduto. Sperano nel ritorno a casa del figlio il prima possibile e che “la verità venga fuori“.

Oltre a Elder, è detenuto in carcere anche Gabriel Christian Natale Hjorth, altro indagato per la morte del carabiniere 35enne.