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Un sodalizio per beneficenza unisce Costa Crociere e il Banco Alimentare, che portano avanti il progetto “4 Good Food”, in collaborazione con l’Università di Pollenzo. L’obiettivo è evitare lo spreco di cibo sulle navi da crociera e aiutare le persone più in difficoltà.

Costa Crociere e Banco alimentare contro gli sprechi

Nel settembre 2016 è entrata in vigore la Legge 166, meglio conosciuta come legge Gadda. Più che una normativa, la si può considerare uno strumento di lotta agli sprechi alimentari e farmaceutici, che prevede l’attuazione di diverse misure che rendano più semplice la donazione di cibo e farmaci senza lederne la qualità.

Da qui hanno preso spunto il Banco Alimentare e Costa Crociere che, sensibili a questa tematica, hanno iniziato a collaborare per cercare di raggiungere un unico obiettivo: dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2020 sulle navi da crociera senza rinunciare all’elevata qualità delle pietanze preparate a bordo. Come? Tutto inizia poco prima della cena, quando agli ospiti viene chiesto di mettere nei loro piatti solo la quantità di cibo che ritengono di riuscire a mangiare.

Così facendo, i crocieristi saranno parte attiva di questa collaborazione.

Gli alimenti che non sono stati nei loro piatti non vengono gettati via, e mantengono tutte le caratteristiche valide per essere donati. Al termine della cena, il cibo in avanzo viene confezionato in dei contenitori di alluminio, poi sigillati. Sono etichettati per essere sempre tracciabili e riposti nelle celle frigorifere presenti sulle navi. L’operazione si conclude solo il giorno successivo quando, dopo l’arrivo in porto della Crociera, i volontari del Banco alimentare si adoperano per consegnare le pietanze agli indigenti presenti sul territorio.

Dove tutto ha avuto inizio

La prima città italiana a sposare l’iniziativa “4 Good Food” è stata Savona che, nel 2017, ha avuto la possibilità di sfamare decine di migliaia di bisognosi grazie al cibo proveniente dalla nave Costa Diadema. A questa sono seguite altre due città nostrane nello stesso anno: Civitavecchia e Palermo; dal mese di aprile dell’anno in corso anche Genova si è unita a questo caritatevole progetto. L’Italia però non è l’unica nazione sensibile alle necessità dei meno abbienti, infatti diversi porti di città europee hanno preso esempio e fatto proprie queste lodevoli abitudini.

Il caso di Napoli

Lunedì 16 settembre, il porto di Napoli è stato il decimo a sottoscrivere la collaborazione tra il Banco Alimentare e la Costa Crociere. Per il momento, la lotta agli sprechi avrà vita breve: il 28 ottobre, infatti, sarà l’ultimo lunedì dell’anno in cui la Costa Fascinosa e la città vedranno tante persone mobilitarsi per una causa così nobile. Tutto, però, riprenderà dall’aprile 2020 fino al mese di ottobre successivo. Mesi in cui, vista la bella stagione, la Costa Diadema attraccherà puntuale carica di turisti e di buon cibo.

Si tratta in totale di 26 scali che permettono di sfamare circa 152mila persone e sostenere centinaia di organizzazione territoriali e amministrazioni comunali. In particolare, i destinatari dei pasti preparati a bordo della Costa Fascinosa saranno circa 200 persone che si rivolgono quotidianamente alla mensa di Papa Francesco di Pompei.
Il direttore del Banco Alimentare Campania Roberto Tuorto, ha colto l’occasione per spiegare ai giornalisti di DIRE che grazie a questa importante scelta, in un anno è possibile recuperare più di 7mila tonnellate di cibo per un valore complessivo maggiore di 15 milioni di euro.