pierfrancesco favino e marco bellocchio

È aperta la corsa all’Oscar e per l’Italia la scelta è ricaduta sul film del regista Marco Bellocchio, Il traditore, come ha stabilito la Commissione di Selezione istituita dall’Anica. La pellicola uscita al cinema il 23 maggio scorso ha ricevuto moltissimi apprezzamenti al Festival di Cannes senza tuttavia ricevere premi. Ha invece ottenuto 7 Nastri d’argento dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani lo scorso 29 giugno.

Il traditore in competizione per l’Oscar

Il regista Marco Bellocchio ha espresso grande entusiasmo per la scelta di far concorrere per il Premio Oscar come miglior film in lingua straniera il suo film Il traditore.

La decisione dell’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) è stata così commentata dal regista: “Non mi faccio illusioni, ma farò tutto il possibile per aiutare ‘Il traditore’ in questo lungo cammino. Pur da vecchio anarchico pacifista e non violento, sento come un onore e una responsabilità rappresentare l’Italia in questa sfida“.

Queste le sue parole riportate da Tgcom 24. Al suo commento si aggiunge quello dell’attore protagonista, Pierfrancesco Favino, che si è così espresso su Twitter: “Il traditore è il film italiano candidato agli Oscar: grande orgoglio!

“.

Il traditore e i film che non ce l’hanno fatta

Ne Il traditore, Pierfrancesco Favino impersona Tommaso Buscetta, il “pentito” di Cosa Nostra la cui famiglia venne sterminata e che ebbe un ruolo di gran rilievo come collaboratore di giustizia. Il film di Marco Bellocchio parla della sua vita e in particolare della sua collaborazione con i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, entrambi uccisi da Cosa Nostra.

In ogni caso, il regista Marco Bellocchio ha voluto omaggiare anche gli altri film che non sono stati scelti dicendo: “Sono contento di questa candidatura e devo ringraziare la commissione che l’ha decisa.

Gli altri film erano altrettanto degni, ma è andata così. È una possibilità, una chiave per entrare nella grande gara…“. Gli altri film “papabili” per concorrere per l’Oscar come miglior film in lingua straniera erano: Martin Eden di Pietro Marcello, Il primo re di Matteo Rovere, La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi e Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis.

Le polemiche che avevano accompagnato l’uscita del film

Quando è uscito, Il traditore è stato accompagnato da polemiche perché era approdato nelle sale cinematografiche il 23 maggio, giorno dell’anniversario della strage di Capaci.

A sollevarle, era stato Giovanni Montinaro, il figlio di Antonio, il caposcorta di Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci insieme ad altri due agenti, Vito Schifani e Rocco Dicillo, al magistrato antimafia e a Francesca Morvillo, moglie di quest’ultimo.

La scelta della data di uscita in concomitanza con l’anniversario della strage di Capaci era stata motivata dall’attore protagonista Pierfrancesco Favino con il desiderio di “omaggiare e ricordare quel giorno senza retorica e senza il desiderio di approfittare di un evento così tragico“.