acqua del mare

Le Baleari fanno parte di un arcipelago del mar Mediterraneo, al largo della Spagna orientale. Sono note per le magnifiche spiagge e per il turismo di massa eppure alcune grotte presenti sulle isole celano ancora dei misteri. Secondo quanto riportato da Repubblica, sono stati rilevati alcuni depositi sedimentari che indicavano di come il livello del mare fosse decisamente più alto nel Pliocene. L’era geologica, compresa tra il Miocene e il Pleistocene, ebbe termine 2,5 milioni di anni fa. Agli inizi di questo periodo (5,3 milioni di anni fa), la Terra si stava ancora raffreddando, e le temperature erano mediamente più alte di 2 – 3 °C rispetto al presente.

Ritorno al passato

Il motivo di un calore tanto forte? La grande quantità di CO2 presente nell’atmosfera, molto simile ai livelli registrati oggi. Anche se prodotta naturalmente, l’anidride carbonica è causa, oggi come in passato, dell’effetto serra: una reazione a catena tristemente nota per aver dato vita allo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, innalzando dunque il livello delle masse d’acqua. L’équipe di scienziati ha infatti ritrovato nelle grotte di Artà, cittadina dell’isola di Maiorca, alcuni indizi che non lasciano spazio ai dubbi: le pareti delle caverne presentano infatti i segnali dell’erosione dell’acqua, alti fino a 16 m.

Una goccia dopo l’altra

Certo, non si tratta di un allarme a breve termine: si parla di un processo della durata di migliaia di anni, prima che le acque possano tornare a salire fino all’altezza registrata nel Pliocene. Ma lo scioglimento dei ghiacciai, sempre più fragili e neri d’inquinamento, è una minaccia concreta per il nostro pianeta. Si calcola infatti che negli ultimi 100 anni il numero dei ghiacciai italiani si è dimezzato, e che entro la fine del nostro secolo il livello dei mari salirà di due metri, mettendo a rischio nell’arco di alcuni decenni città come Venezia, interamente costruita su una laguna.