groenlandia

Un’estate con temperature record sta avvolgendo il pianeta, ma lo sguardo degli scienziati è rivolto in questi giorni verso una zona ben specifica. In Groenlandia una bolla di aria calda che si è spostata dall’Europa sta facendo registrare uno scioglimento dei ghiacciai con pochi precedenti. Miliardi di metri cubi d’acqua si sono riversati nell’Oceano Atlantico, con un effetto diretto sull’innalzamento del livello del mare, come sottolinea l’Earth Observatory della NASA. Altro fattore fonte di preoccupazione è che sono toccati da questo scioglimento anche ghiacciai che in genere rimangono congelati, la cosiddetta zona di neve secca, dove la temperatura non scende mai a livello di fusione.

Fino ad ora.

Il 31 luglio si sono sciolti 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio

Le misurazioni sono state rese note dal Polar Portal, coordinato dal centro di ricerche danese sull’Artico. Come avvertono i ricercatori, nel solo mese di luglio si sono riversati nell’Atlantico del Nord 197 miliardi di metri cubi di acqua, 10 miliardi in un solo giorno. Il 31 luglio il 56% dello strato di ghiaccio che ricopre l’isola più grande del mondo ha sperimentato almeno 1 mm di fusione.

I dati sono stati confermati anche dalla Summit Station, la stazione di ricerca che si trova a circa 3mila metri di altitudine, il punto più alto della Groenlandia, nella parte centrale della calotta.

In quella zona è molto difficile che le temperature raggiungano gli 0 gradi, ma il 30 luglio la temperatura dell’aria è rimasta o ha superato quel livello per circa 11 ore.

Il precedente del 2012

Quest’ultimo evento ha fatto superare il record di fusione dei ghiacciai del 2012. Come ha evidenziato il glaciologo Luke Trusel della Pennsylvania State University a E&E News, quanto sta accadendo nel 2019 è un evento eccezionale, perché sta avvenendo in una zona dove il ghiaccio non fonde.

Il ricercatore inoltre dichiara che questo fenomeno potrebbe accelerare l’innalzamento dei mari, che al momento avviene a una velocità di 3.5 mm all’anno.

A questo si aggiunge il numero senza precedenti di incendi nell’Artico, almeno 100 tra Groenlandia, Siberia e Alaska, che facilitano l’aumento delle temperature. Un circolo vizioso che porterà a un ulteriore accelerazione della fusione dei ghiacciai, con effetti a cascata in tutto il mondo.