caldo record

Le temperature record che stanno investendo l’Europa e il resto del mondo stanno segnando alcuni record, come il picco di 41 gradi che Parigi non vedeva dal 1947. Hanno fatto notizia i blackout che hanno colpito New York e, tornando in Italia, i chicchi di grandine grandi come palline da tennis. In questo contesto è difficile dubitare dei cambiamenti climatici e anche per i più restii è arrivata la risposta definitiva, in due studi pubblicati su Nature. Per chi ritiene che le oscillazioni del clima ci siano sempre stati e che non c’è nulla di “innaturale” arriva la sonora smentita.

Alcuni studiosi hanno infatti costatato che negli ultimi 2mila anni il clima non è mai cambiato così velocemente.

Lo studio sui cambiamenti climatici

Le due pubblicazioni dei team guidati da Raphael Neukom, dell’Istituto di Geografia Paleolimnologica dell’Università di Berna, parlano chiaro. La ricostruzione delle temperature negli ultimi 2mila anni a livello globale evidenziano un’impennata nei fenomeni climatici mai vista prima di oggi.

Per farlo si sono avvalsi dei “testimoni” restanti di epoche ormai finite, come gli anelli degli alberi, le barriere coralline, le carote di ghiaccio raccolte nell’Artico e in Antartide e i fondali marini e di laghi e fiumi.

L’eccezionalità dell’Antropocene

Non ci sono evidenze, dichiarano gli studiosi, che prima dell’avvento dell’industrializzazione ci siano state epoche globalmente calde o fredde. Ad esempio, mentre il caldo che stiamo sperimentando negli ultimi anni, il periodo più caldo degli ultimi 2 millenni, riguarda il 98% del globo, la Piccola Era Glaciale ne ha interessato solo il 12%. E su un periodo molto più lungo: le temperature più alte si sono avute nel XV secolo nell’Oceano Pacifico centro-orientale, nel XVI secolo in Europa e nel Nord America e nella metà del XIX secolo nel resto del pianeta.

Durante l’Era pre-industriale che va dal 1300 al 1800 i cambiamenti climatici erano dovuto principalmente all’attività vulcanica, ma la velocità degli ultimi 20 anni non ha riscontri con fenomeni simili passati. Quello che emerge è che il pianeta si sta riscaldando a ritmi mai visti prima, specialmente non su scala globale come ora.