Tutti i motivi per cui Massimo Bossetti è colpevole

La notizia di un colloquio in carcere tra Massimo Bossetti e un finto consulente informatico ha riacceso i riflettori sul muratore di Mapello, all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio. A stretto giro, nel tumulto mediatico scatenato dalla ‘caccia’ al misterioso esperto che avrebbe esibito una falsa identità, riuscendo a entrare a Bollate, è arrivata la smentita con una nota del Ministero della Giustizia: “Nessun incontro con il detenuto. Ma qualcosa, ancora, non torna: secondo l’avvocato di Bossetti l’incontro sarebbe avvenuto, seppur in maniera informale, e qualcuno si sarebbe presentato al suo assistito come Cesare Marini.

Bossetti: il giallo del falso perito

La notizia del presunto colloquio in carcere tra Massimo Bossetti e un sedicente consulente informatico, pubblicata dal Giornale di Brescia, ha scatenato un vero e proprio caso. Qualcuno si sarebbe recato a Bollate per poi presentarsi a Bossetti come “Cesare Marini, consulente della Procura di Brescia”.

Il vero professionista, secondo il quotidiano, appena appreso il fatto si sarebbe recato dai carabinieri per segnalarlo, indicando che tutto si sarebbe verificato mentre lui era impegnato in una operazione di perquisizione domiciliare nel Bresciano.

Ma poche ore dopo aver raccontato del presunto incontro tra il detenuto e il finto esperto è arrivata una nota del Ministero della Giustizia volta a smentire l’episodio: “A seguito di opportune verifiche e accurati controlli effettuati all’interno della Casa di Reclusione di Bollate nel periodo in cui si sarebbe svolta la vicenda, risulta priva di fondamento la notizia di un colloquio ripresa i da alcuni organi di stampa“.

Per il legale l’incontro sarebbe avvenuto

Nessuno si sarebbe introdotto a Bollate registrandosi sotto falso nome, ma secondo la difesa del muratore qualcuno potrebbe essersi realmente presentato a lui con la falsa identità dopo averlo incrociato nei pressi della sala colloqui.

L’incontro in carcere tra Massimo Bossetti e una persona che si è presentata come ‘Cesare Marini consulente della Procura di Brescia’ è avvenuto“. Il colloquio non sarebbe avvenuto nello spazio consueto ma in sala d’attesa, e i legali del muratore di Mapello chiedono che si faccia luce su questo episodio.

La denuncia

Ci sarebbe poi la denuncia presentata contro ignoti dal vero consulente della Procura di Brescia, Cesare Marini, che avrebbe mosso la prima pedina per cercare di capire cosa stesse accadendo realmente.

Seguono le parole del suo legale Vittorio Arena, riportate da SkyTG24, secondo cui il perito non intende rilasciare alcuna dichiarazione nel rispetto del lavoro degli inquirenti e del riserbo legato alla sua professione. Avrebbe però confermato di aver denunciato il fatto, e sul caso sarebbe stata aperta un’inchiesta.