mario rega cerciello, il carabiniere ucciso a Roma

Mentre la città natale, Somma Vesuviana, omaggia Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma lo scorso 26 luglio, nel luogo in cui sarebbe stato accoltellato dal giovane turista americano Finnegan Lee Elder, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sono stati bruciati i fiori e la sua foto. Si spera adesso di poter risalire al o ai responsabili dell’odioso gesto avvenuto, tra le altre cose, proprio questa notte, dopo una manifestazione in sua memoria in cui era presente anche la vedova Rosa Maria Esilio.

Bruciati i fiori e la foto posti nel luogo in cui è stato ucciso

Nella notte tra il 26 e il 27 settembre, sono stati bruciati i fiori e le foto poste nel luogo in cui Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma, è stato accoltellato, precisamente in Via Pietro Cossa, nel quartiere Prati della Capitale.

Un gesto che sembra uno sfregio verso il vicebrigadiere dell’Arma, soprattutto perché accaduto ieri, dopo la fiaccolata in sua memoria cui hanno partecipato un nutrito gruppo di cittadini, amici, colleghi e parenti di Mario Cerciello Rega e a cui ha partecipato anche la vedova del militare, Rosa Maria Esilio.

A riferire il fatto è il Corriere della sera. Il rogo dei fiori e della foto del militare dell’Arma potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza che, però, a luglio pare si siano rivelate inutili agli inquirenti che hanno ricostruito e che ancora indagano sul suo terribile omicidio.

L’omicidio di Mario Cerciello Rega

Il lavoro degli inquirenti sull’omicidio di Mario Cerciello Rega non si è ancora concluso. I due turisti americani, Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, che sono stati messi in manette si trovano in custodia cautelare in carcere.

Sarebbero accusati di omicidio aggravato in concorso.

Uno di loro, Finnegan Lee Elder, secondo la ricostruzione degli inquirenti (e anche secondo la sua confessione resa in fase di interrogatorio, ma non ripetuta davanti al gip) avrebbe accoltellato e ucciso il carabiniere durante un’operazione condotta da Cerciello Rega e dal collega Andrea Varriale e volta, pare, a sventare un tentativo di estorsione ai danni di Sergio Brugiatelli che sembra avesse venduto ai due turisti pastiglie spacciate per droga ma che in realtà erano farmaci, scatenando così il furto del suo zaino da parte dei 2 americani, come tentativo di ritorsione.

Cerciello e il collega Varriale non avevano con sé armi e pare che il vicebrigadiere ucciso non avesse con sé nemmeno il tesserino identificativo. Andrea Varriale per questo motivo sarebbe indagato il reato di violata consegna da parte di militare di guardia o di servizio del codice penale militare di pace. Dopo l’omicidio i due giovani sarebbero scappati nell’hotel della Capitale in cui alloggiavano e in camera hanno nascosto l’arma del delitto, la baionetta con cui Cerciello Rega è stato accoltellato.