Flavio Insinna

È appena iniziata una nuova stagione de L’Eredità e per Flavio Insinna è arrivato anche l’invito nel salotto televisivo di Caterina Balivo. Ospite nella trasmissione del pomeriggio di Rai1, Vieni da me, il conduttore ha fatto il punto della situazione, parlando del proprio passato, del suo impegno con l’Unitalsi e con i bambini del policlinico Gemelli. A proposito dell’importanza di aiutare i meno fortunati, Insinna ha detto: “Noi che siamo dei fortunatissimi dobbiamo, non ‘possiamo’, dobbiamo andare”.

La commozione parlando dei bimbi ammalati

La parte più toccante dell’intervista è stata proprio dedicata al parallelo fra l’infanzia felice del conduttore e quella dei bimbi del reparto di oncologia dell’ospedale romano, a cui Insinna ha fatto visita: “Quando mi chiedono, ma perché lei va dai bambini?

Perché io ho visto la faccia luminosa della luna e invece c’è anche la faccia scura”.

A questo proposito, l’attore si è commosso ricordando un episodio di qualche anno fa, in cui l’incontro con la madre di un piccolo paziente ammalato di cancro ha fatto nascere tante domande sul senso della vita: “Tu entri nelle stanze sapendo che ci metti il sorriso, tutta la più buona volontà – ha ammesso con amarezza – ma certo non è che gli cambi né la giornata né la loro storia”.

I figli che non sono ancora arrivati

Incalzato dalla Balivo sulla propria situazione familiare, Insinna ha poi parlato di quei figli che ancora non sono arrivati: “Quella cosa lì non è successa, non è un cappotto che si esce e si compra – ha scherzato – Non è successo, sono successe tante altre cose”. Tra queste va sicuramente annoverato il successo della scorsa edizione de L’Eredità, che aveva visto il passaggio di testimone da Carlo Conti a Insinna dopo la prematura scomparsa di Fabrizio Frizzi.

Ripetere gli stessi ascolti nella seconda stagione, sottolinea il conduttore romano, non sarà affatto scontato: “Chi mi conosce lo sa, confermarsi è più difficile che partire la prima volta ed essere una piccola sorpresa”.