resti di palazzo dopo esplosione

Afghanistan per la quarta volta al voto, questa volta però la tensione è alta essendo passato poco meno di un mese dall’annuncio di Trump sul fallito tentativo di trattative con il governo statunitense per il ritiro delle truppe. Questa mattina un’esplosione a ridosso dell’apertura dei seggi ha fatto diverse vittime. 

Esplosione ai seggi

L’attacco si è verificato a Kandahar all’apertura delle urne; la bomba sarebbe esplosa all’interno di una moschea. Si contano al momento 15 feriti di cui tre in gravi condizioni, tra loro ci sarebbero anche un poliziotto ed alcuni scrutatori.

 

Altre esplosioni si sono verificate nei centri di Kabul, Ghanzi e Jalalabad; per i primi due è stata confermata la matrice talebana.

Il voto in Afghanistan

La sfida è tra il capo di Stato uscente Ashraf Ghani e il rivale Abdullah Abdullah, capo dell’esecutivo. I seggi sono stati aperti questa mattina alle 7.30 ore locali e si chiuderanno alle 15. Sono 5mila le sedi elettorali e sono state istituite tra scuole, moschee e ospedali. Sono circa 10milioni i cittadini chiamati a votare.

La tensione è altissima, oltre ai controlli, fuori ogni seggio sono stati installati cordoni di sicurezza per permettere lo svolgimento delle operazioni di voto nel modo più sereno possibile.

A presidiare i seggi ci sono esercito, poliziotti e intelligence; un totale di 72mila agenti dispiegati. 

Le minacce sono alte e si teme che le esplosioni verificatesi questa mattina non siano le uniche; nelle ultime settimane poi gli attentati di matrice talebana contro il voto sono drasticamente aumentati. Sopratutto a seguito del fallimento dei negoziati con il governo degli Stati Uniti che avrebbero portato al ritiro definitivo delle truppe.

Accordo saltato a seguito della decisione presa dal Presidente Trump che aveva annunciato l’annullamento di un incontro segreto previsto a Camp David.