Giovedì riparte alla camera la discussione sullo Ius culturae e la concessione della cittadinanza italiana. Maggioranza e opposizione divise, battibeccano su un tema delicato

Giovedì 3 ottobre riparte alla Commissione Affari costituzionali della Camera la discussione parlamentare sullo Ius culturae e la concessione della cittadinanza italiana. Ad annunciarlo è il presidente della Commissione Giuseppe Brescia (M5S), relatore della riforma. Nella scorsa legislatura si è discusso molto di Ius soli e Ius culturae, in merito alla proposta di legge sulla cittadinanza avanzata da Laura Boldrini. Ed è dagli anni ’90 che si cerca di tradurre lo Ius sanguinis vigente in Italia in Ius soli e Ius culturae. Ma non si è ancora giunti ad una conclusione definitiva.

Inoltre, c’è ancora da fare chiarezza sulla questione. Un tema delicato, sul quale governo e opposizione non potrebbero essere più distanti.

Ius soli, Ius sanguinis e Ius culturae

Innanzitutto, bisogna distinguere Ius soli (diritto del suolo), Ius sanguinis (diritto del sangue) e Ius culturae (diritto della cultura). Lo Ius soli prevede l’acquisizione della cittadinanza da parte di chi nasce nel territorio statale, come avviene ad esempio negli USA, in Canada e in molti Stati dell’America Latina. Lo Ius sanguinis invece prevede la trasmissione della cittadinanza da un genitore alla prole (in vigore in Germania, anche se con alcune clausole).

Infine, il provvedimento che verrà discusso giovedì 3 ottobre riguarda la concessione della cittadinanza italiana alla conclusione di un determinato ciclo di studi da parte di studenti di origine straniera. Oltre al testo della proposta avanzata da Boldrini e LeU nel 2018, si discuteranno altri testi presentati da altre forze politiche, dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia.

Salvini e Meloni promettono battaglia

Credo che lo ius culturae possa rappresentare una soluzione ragionevole, anche perché mette al centro le nostre scuole come potente fattore di integrazione.

Spero che la politica tutta, maggioranza e opposizione, si dimostri all’altezza di un dibattito che chiama in causa diritti e doveri, appartenenza e inclusione” ha affermato Brescia, riporta Il Fatto Quotidiano. Le reazioni di altri esponenti politici sono diametralmente opposte. Salvini promette su Twitter di battersi contro “la cittadinanza facile senza se e senza ma”. “La cittadinanza non è un biglietto per il luna park”, ha tuonato il leader leghista, come riporta il Giornale. Anche Giorgia Meloni ha ribadito la sua posizione su Twitter, promettendo una raccolta firme “contro questo scempio” e attaccando Pd e 5Stelle.

La Sinistra e la Cei sostengono l’iniziativa

Decisa la risposta di Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana intervistato dal Corriere: “Sullo ius culturae è bene che non si facciano gli errori del passato. Per battere la destra c’è bisogno di più coraggio, non una scelta difensiva. Su questi temi non si può avere paura, altrimenti la destra sfonda, come abbiamo già visto”. Favorevole al provvedimento anche il presidente della Cei, il cardinal Gualtiero Bassetti. Alla presentazione del rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2018-2019 di 2 giorni fa, ha affermato: Auspico lo ius culturae perché altrimenti l’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe come un contenitore vuoto.

Io non posso mettere un migrante in un contenitore vuoto, qui c’è tutta una formazione da fare, un cammino grosso”. Il dibattito si prospetta infuocato, il che rende arduo fare previsioni sull’epilogo della questione.