petrolio, tartaruga

Le autorità brasiliane stanno investigando l’origine della vasta macchia di petrolio che si è riversata sulle coste nordorientali del paese. La fuoriuscita di greggio è stata individuata la prima volta il 2 di settembre e si estende per circa 1500 chilometri attraverso otto stati della federazione brasiliana, nei quali si annoverano famose spiagge e mete turistiche. Sebbene non sia ancora chiara la reale entità del danno all’ecosistema marino, i dati dell’Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali rinnovabili (Ibama) parlano del ritrovamento di dieci tartarughe imprigionate nel catrame, di cui sette già morte.

Il petrolio non proverrebbe dal Brasile

Secondo le prime analisi dei campioni, effettuate dalla compagnia petrolifera di stato Petrobras, la sostanza trovata sulle coste non sarebbe prodotta in Brasile, ma proverebbe da un unico sito non meglio identificato: “Abbiamo analizzato campioni di petrolio trovati nelle ultime due settimane sulle spiagge negli stati di Alagoas, Ceará, Paraiba, Pernambuco e Rio Grande do Norte – viene specificato nel comunicato – e abbiamo scoperto che il materiale trovato non è né prodotto né commercializzato dalla società”. L’ipotesi più plausibile è che si sia trattato di una petroliera in avaria, il cui carico si sarebbe poi riversato sulla costa per motivi ancora ignoti.

La Petrobras ha dato la propria disponibilità per portare a termine le operazioni di bonifica delle spiagge, a cui contribuiranno anche le organizzazioni ambientaliste.

L’opinione del Wwf

Le Ong, insieme allo stesso Ibama, sono state spesso additate dal presidente Jair Bolsonaro come un impedimento alle politiche di sviluppo della nazione. Il Wwf, al contrario, sottolinea come l’incidente metta in evidenza la poca efficienza del governo nel gestire le emergenze ambientali: “Ciò che attira l’attenzione degli studiosi in questo episodio – si legge sul sito dell’organizzazione – è che ci siano voluti più di 20 giorni prima che il fatto fosse correttamente identificato dalle autorità”.

Secondo il Wwf, il pericolo è quello di mettere a rischio settori vitali, come turismo e pesca, su cui si basa il sostentamento delle comunità costiere: “Ignorando tutte queste vulnerabilità, il governo insiste nell’assegnare estese aree delle acque territoriali brasiliane all’estrazione di gas e petrolio”.

(Immagine in alto: Instagram / Instituto Verdeluz)