amazzonia

Jair Bolsonaro avrebbe ormai da tempo un piano sull’Amazzonia, e non si tratta affatto di rimboscamento. Anzi: nel piano del Presidente brasiliano è programmato l‘allontanamento degli indigeni ammazzonici, lavori pubblici, edificazione e attrazione di residenti di altre parti del Paese. Nonché lotta agli ambientalisti e alla Cina.

La notizia è stata resa nota dal megafono di Glenn Greenwald, The Intercept: si parla di “piano segreto” ma, di fatto, consta in una serie di riunioni ufficiali orchestrate e gestite da Raimundo Cesar Bolsonaro, colonnello in pensione.

Una centrale idroelettrica per avvicinare nuovi residenti

Nello specifico, il piano bolsonariano prevede che l’Amazzonia cambi faccia attraverso una serie di lavori pubblici che portino ricchezza alla zona nord del Paese (che attualmente è invece la più indigente), nonché di allontanare gli indigeni, i “quilombolos”, che con la loro filosofia di conservatorismo ambientalista rappresentano un problema per un governo che punta ad una crescita della Regione, anche attraverso la costruzione di una centrale idroelettrica che dovrebbe essere il cavallo di Troia per un avvicinamento di persone e capitali.

Da allontanare anche le ideologie ambientaliste, e soprattutto, l’ombra cinese. È infatti idea del governo di Bolsonaro che il Paese vada salvaguardato dalla capillarità dell’espansione verso i confini della popolazione cinese.

Secondo l’idea di alcuni rappresentanti del governo ci sarebbe infatti una mirata strategia cinese finalizzata a portare parti della popolazione a migrare verso zone di confine, allo scopo di penetrare punti geografici strategici a lungo termine.