enzo tortora

Giornalista, conduttore televisivo e politico, a più di 30 anni dalla morte di Enzo Tortora verrà affissa una targa commemorativa al civico 8 di via dei Piatti.

La targa per Enzo Tortora

Il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la mozione sulla targa in ricordo di Enzo Tortora che andrà appesa di fronte alla casa un cui ha abitato e scontato gli arresti domiciliari fino al giorno della sua completa assoluzione in seguito alla vicenda giudiziaria di cui fu protagonista.
Alessandro De Chirico (Forza Italia) aveva presentato la proposta per l’affissione della targa già un anno fa.

Il 22 settembre scorso il Consiglio comunale di Milano ha deciso di approvarla per ricordare l’errore giudiziario che Tortora subì. De Chirico dichiarava, come riportato da Il giornale, qualche giorno fa: “A questo serve quella targa, a ricordarci che dei tanti Tortora di oggi anche noi siamo responsabili se voltiamo lo sguardo lontano dalla loro sofferenza“.

Il successo

Nato a Genova il 30 Novembre del 1928, Enzo Tortora qui si laurea in giornalismo e tra gli anni ’70 e ’80 diventa uno dei più amati conduttori della TV italiana.

Famoso per aver condotto La Domenica Sportiva, e per aver ideato e condotto l’indimenticabile Portobello con il suo iconico pappagallo. Negli stessi anni è anche giornalista per testate quali La Nazione, Il Nuovo Quotidiano e Il Resto del Carlino. Si spegne a Milano il 18 maggio 1988 a causa di un tumore ai polmoni.

Il “Caso Tortora”

Il 17 giugno 1983, Tortora fu arrestato ed accusato di associazione camorristica e traffico di droga. L’arrestato avvenne durante la notte del suo soggiorno all’Hotel Plaza di Roma in vista degli impegni del giorno dopo.

Il conduttore avrebbe dovuto firmare il contratto per una nuova edizione di Portobello.

Come “prova”, un’agendina sequestrata a casa di un camorrista napoletano che riportava il nome Tortona, poi confuso con quello di Tortora e alcuni centrini di seta. Dopo alcuni mesi in carcere, nel 1984 gli furono concessi gli arresti domiciliari per poi essere condannato l’anno seguente a 10 anni di reclusione. Fortunatamente, nel 1986 e nel 1987 è arrivata l’assoluzione della Corte d’Appello e della Corte di Cassazione.

Durante gli arresti domiciliari, ha deciso di candidarsi al Parlamento Europeo con il Partito Radicale e fu eletto insieme a Pannella e alla Bonino.

A novembre del 1985 è quindi divenuto Presidente del Partito per dimettersi dopo poco più di un mese suscitando l’ira di Marco Pannella. Questi non aveva esitato a sostenere Tortora durante la vicenda giudiziaria con un’importante campagna mediatica a nome suo e del partito di cui è tornato ad essere leader.

*In alto, Enzo Tortora. Fonte Youtube.