beppe sala

Lo scorso 5 luglio, il sindaco di Milano, Beppe Sala, è stato condannato a 6 mesi per falso materiale e ideologico nel processo sulla retrodatazione di 2 verbali relativi ad una gara d’appalto per la Piastra dei servizi dell’Expo 2015. Quella pena è stata convertita in un’ammenda da 45mila euro. Adesso, sono state rese note le motivazioni della condanna secondo le quali non avrebbe agito per avvantaggiare qualcuno ma per finalizzare l’opera in tempo utile.

Le motivazioni della condanna di Beppe Sala

Come riporta Adnkronos, nelle motivazioni della condanna emessa dal Tribunale lo scorso luglio contro Beppe Sala si legge che il Sindaco di Milano era pienamente conscio di commettere reato anticipando la data dei verbali: “Li ha sottoscritti consapevole delle illecite retrodatazioni e quindi della surrettizia creazione in data 31 maggio 2012 di documenti che alla data del 17 maggio 2012 non erano esistenti, e nulla rilevando, per quanto detto, che, in questo momento, non abbia avuto la consapevolezza di danneggiare qualcuno“.

Pare che i verbali riguardassero la sostituzione di 2 dei membri della commissione di gara per scongiurare il blocco della procedura.

A luglio, erano stati invece assolti gli altri 4 imputati, tra cui l’ex manager di Expo accusato di falso in concorso con il Sindaco di Milano, Angelo Paris.

Beppe Sala non avrebbe agito per avvantaggiare qualcuno

Pur riconoscendo a Beppe Sala la consapevolezza del reato che stava commettendo retrodatando i verbali dell’appalto per la Piastra dei servizi di Expo, le motivazioni della condanna mettono nero su bianco che il Primo Cittadino non avrebbe agito per avvantaggiare qualcuno nella gara d’appalto per la Piastra dell’Esposizione universale del 2015, se non la realizzazione della manifestazione stessa.

Infatti, si legge: “Non è dunque emersa alcuna volontà di avvantaggiare taluno dei concorrenti alla gara o danneggiare altri, ma solo quella di assicurare la realizzazione in tempo utile delle infrastrutture necessarie per la realizzazione ed il successo dell’Esposizione Universale del 2015, risultato poi effettivamente conseguito ed unanimemente riconosciuto“.