Il padre della 16enne Fabiana Luzzi, bruciata viva dal fidanzato nel 2013 scrive a Mattarella e Bonafede: “Abbandonati dallo Stato, la legge premia gli assassini” (Foto Facebook)

Nel 2013 accoltellò e bruciò viva la fidanzata 16enne Fabiana Luzzi a Corigliano Calabro (Cosenza). Nel 2016 il 20enne ex fidanzato di Fabiana fu condannato a 18 anni e 7 mesi di reclusione. Ma per il padre di Fabiana, Mario Luzzi, non fu e non è abbastanza. In questi giorni ha scritto a Mattarella e al ministro della Giustizia Bonafede per protestare contro i permessi premio concessi all’assassino di sua figlia. “Ci sentiamo abbandonati dallo Stato”, ha dichiarato il padre della vittima.

La lettera del padre di Fabiana

“A marzo 2016 in Cassazione l’assassino di Fabiana fu condannato a 18 anni e 7 mesi, pena ridicola in confronto alla gravità di quello che ha fatto, ha dichiarato Mario Luzzi nella lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, della quale l’Ansa ha riportato alcuni passaggi.

“Sono venuto a conoscenza che quest’anno, già tre volte, ha ottenuto licenze premio. Tutto questo mette in discussione il significato della parola giustizia. Appena appresa la notizia è stato necessario recarci in ospedale per il forte trauma subito, sapendo di poter ritrovare l’assassino di nostra figlia nel nostro paese, dopo appena 3 anni dalla sentenza.

Ci sentiamo distrutti e abbandonati da uno Stato che non ci tutela“, ha aggiunto il padre della giovane brutalmente uccisa il 24 maggio del 2013. Infine, l’ultima stoccata: “Le leggi dello Stato continuano a premiare gli assassini e distruggono ulteriormente le vittime”.

L’efferato e brutale omicidio

Davide Morrone aveva 17 anni quando accoltellò e diede fuoco alla sua fidanzata di allora, Fabiana Luzzi, per un rifiuto. Stando a quanto emerse dalle indagini, il 17enne era spesso violento con la giovane.

Il padre di lei cercò di farle chiudere la relazione, ma non ci riuscì. Poi quel fatidico 24 maggio del 2013, quando Morrone diede 24 coltellate a Fabiana e le rovesciò una tanica di benzina addosso, dandole fuoco incurante delle sue suppliche disperate. Dopo 6 anni dalla tragedia, la famiglia Luzzi continua a rivivere quel dolore quotidianamente. Non riesce a darsi pace Mario, padre di Fabiana, che ha perso fiducia nelle istituzioni e nella giustizia. I permessi premio concessi all’assassino son dovuti alla sua buona condotta in carcere, dove dovrà scontare ancora 15 anni.

Ma per la famiglia Luzzi la pena resta insufficiente, ed i permessi inaccettabili, anche se previsti dalla legge.

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