zinaida solonari

Di ieri è la notizia della cattura di Maurizio Quattrocchi, 47enne che ha ucciso a coltellate la moglie, Zinaida Solonari, intorno alla 2,00 di notte di domenica. Si attende la convalida dell’arresto dell’uomo. Stando a quanto riporta Repubblica, Letizia Ruggeri, pm di Bergamo, sarebbe intenzionata a chiederne la convalida e la custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio aggravato. Prima dell’omicidio di Zina, la donna aveva denunciato ai carabinieri che tra lei e il marito c’erano stati scontri verbali e che l’uomo l’aveva picchiata.

La denuncia di Zina

Zinaida Solonari e Maurizio Quattrocchi erano sposati da 13 anni. Avevano 2 bambine e Zinaida, da tutti conosciuta come Zina, aveva anche una figlia più grande che l’uomo aveva riconosciuto come sua.

Zinaida Solonari aveva 36 anni, viveva in Italia da molto tempo, era arrivata qui dalla Moldavia. Il loro era un matrimonio in crisi, Zina si era recata dai carabinieri e gli aveva raccontato, lo scorso 23 settembre, di aver avuto scontri verbali con il marito. Poi, il 3 ottobre scorso, aveva invece spiegato che questi scontri erano diventati anche fisici, come riferito in una conferenza stampa di questa mattina presieduta dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, da Paolo Storoni, il comandante provinciale dei carabinieri, e dal comandante della compagnia di Treviglio Filippo Testa.

Vivevano a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, e pare che da questa estate il 47enne avesse manifestato gelosia e atteggiamenti possessivi nei confronti della moglie, forse convinto che lei avesse una relazione extraconiugale. In seguito all’emergere di questi atteggiamenti violenti da parte dell’uomo, proprio i militari dell’Arma avevano consigliato a Zina di andare via di casa, di allontanarsi dal marito. Lei aveva dunque chiesto alla sorella Oxana di ospitarla e proprio lì avrebbe trascorso i suoi ultimi giorni. Non si sarebbe allontanata molto da casa per non “sradicare” le figlie dal territorio, visto che andavano scuola lì vicino.

Come spiegato dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, Zina aveva denunciato il marito, a settembre scorso, raccontando di aver subìto strattonamenti ma non aggressioni fisiche, solo il 3 ottobre la situazione si sarebbe aggravata e, nonostante la notte dell’omicidio di Zina i carabinieri avessero controllato i dintorni della casa di Oxana dove lei si trovava con le figlie, Maurizio Quattrocchi pare si fosse nascosto per aggredire la donna quando sarebbe rientrata. Il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota ha detto: “La prima denuncia non lasciava adito ad una previsione così nefasta“.

L’omicidio di Zina

Zina era tornata dal lavoro, intorno alle 2,00 della mattina di domenica. La donna lavorava come cameriera e sembra che in passato avesse anche lavorato come modella. Maurizio Quattrocchi era invece disoccupato, pare infatti avesse di recente perso il lavoro dopo aver litigato con il titolare. Il 47enne avrebbe dunque atteso che Zina rientrasse a casa, con un coltello prelevato dalla propria abitazione. Lì, davanti al cancello della casa della sorella di Zina, Maurizio Quattrocchi l’ha poi aggredita.

L’uomo le avrebbe sferrato due coltellate alla gola e due all’altezza della coscia che sarebbero poi risultate fatali a Zina. Le urla della donna avrebbero messo in allarme il vicinato che avrebbe allertato il 112. L’uomo è poi scappato, ma la sua fuga è durata circa 16 ore, quando è stato localizzato si trovava vicino all’ingresso della caserma di Martinengo, in provincia di Bergamo: si stava per consegnare. È stato dunque arrestato. L’accusa sarebbe di omicidio aggravato, l’uomo sarebbe recluso nel carcere di Bergamo.