volante della polizia

È arrivata la sentenza a distanza di un anno dalla spietata rapina avvenuta a Lanciano, comune in provincia di Chieti, in Abruzzo, ai danni dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan. Una rapina violenta, avvenuta a mano armata e per la quale oggi il Tribunale di Lanciano ha emesso 7 condanne.

La rapina a Lanciano: coniugi sequestrati e picchiati

Come li stessi coniugi, vittime della rapina e del violento pestaggio avevano voluto raccontare a distanza di pochi attimi dai fatti, avvenuti nel settembre del 2018, la gang era convinta che nella loro abitazione di Lanciano si trovasse una cassaforte.

Una cassaforte che però, nella casa del cardiochirurgo vascolare non è mai esistita. “Nella prima ora ero convinto che ci avrebbero ammazzato“, aveva raccontato Carlo Martelli alla cui moglie venne tagliato un orecchio dai rapinatori proprio perché continuava a “negare” la presenza della cassaforte.

La condanna contro i 7 della banda

Di oggi la notizia, ad un anno di distanza, che il gup del Tribunale di Lanciano ha deciso di condannare le 7 persone facenti parte della gang. Per 6 di questi la condanna arriva per i medesimi reati; per uno solo, Gheorghe Jacota, la condanna è arrivata per favoreggiamento.

Nella totalità, con l’odierna sentenza, sono stati condannati a 65 anni di carcere: una pena di decine di anni inferiore alla richiesta formulata in precedenza dal Procuratore capo, Mirvana di Serio che per loro aveva chiesto in tutto pene per la totalità di 86 anni di carcere.

I capi d’accusa

Entrando nello specifico delle condanne per i reati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma (la roncola con la quale è stato reciso l’orecchio alla Bazzan), sconterà 15 anni e 4 mesi di carcere Alexandru Bodgan Colteanu, 24enne rumeno la cui madre, venuta alla scoperta di quanto commesso dal figlio, aveva dichiarato: “Punitelo, deve soffrire come ha fatto soffrire quelle persone“.

11 anni e 4 mesi di carcere invece per Marius Adrian Martin; 10 anni per Aurel Ruset e Costantin Turlica; 9 anni e 4 mesi per Ion Turlica e 8 anni per Bogdan Ghiviziu.

Una condanna quella sentenziata contro Alexandru Bogdan Colteanu più severa rispetto a quella degli altri componenti della banda, ritenuto recidivo e più violento.

Fu proprio lui, come si apprende, a recidere l’orecchio alla donna. 10 mesi di carcere invece per Gheorghe Jacota, l’unico accusato di favoreggiamento.