Giovedì riparte alla camera la discussione sullo Ius culturae e la concessione della cittadinanza italiana. Maggioranza e opposizione divise, battibeccano su un tema delicato

Cosa cambia con la legge sul taglio dei parlamentari, tra i cavalli di battaglia del M5S? Luigi Di Maio ha parlato di un risparmio che si attesterebbe intorno al miliardo di euro in 10 anni, frutto della riduzione della spesa complessiva da destinare agli eletti. La riforma prevede 230 deputati e 115 senatori in meno, per un totale di 345 rappresentanti alle Camere (che, in totale, passano da 945 a 600).

Taglio dei parlamentari: cosa comporta

Il M5S l’ha presentata come la ‘sforbiciata’ decisiva al sistema, ma cosa cambia davvero con la riforma che prevede il taglio del numero dei parlamentari?

La legge porta alla riduzione degli eletti, da 945 a 600 (230 deputati e 115 senatori in meno) e questo vale anche per la composizione della circoscrizione Estero (8 deputati eletti anziché 12 e 4 senatori anziché 6).

Il via libera – oggetto del voto del giorno 8 ottobre – comporta una finestra di 3 mesi in cui è possibile richiedere un referendum confermativo, che farebbe slittare l’eventuale entrata in vigore.

Cosa cambia alla Camera e al Senato

Il taglio incide sul numero di deputati – che da 630 passano a 400 (da 12 a 8 il numero degli eletti all’estero) – e sul rapporto di rappresentanza tra eletti e abitanti: alla Camera si passa a 1 deputato per 151.210 abitanti, con rapporto precedente di 1 per 96.006).

Al Senato si passa da 315 a 200 senatori (da 6 a 4 eletti all’estero), e il rapporto di rappresentanza a Palazzo Madama diventa 1 senatore per 302.420 abitanti (precedentemente 1 per 188.424). Secondo la riforma, sono minimo 3 i senatori per Regione, invariata la situazione di Molise e Valle d’Aosta (rispettivamente 2 e 1 senatore).

I senatori a vita e i numeri europei

Cambia anche il numero di senatori a vita, che con il nuovo assetto non possono essere più di 5. Questo il testo relativo alla questione, riportato da Agi: “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Il numero complessivo dei senatori in carica nominati dal Presidente della Repubblica non può in alcun caso essere superiore a cinque“.

Secondo i dati riferiti da Adnkronos, al 2019 l’Italia è posizionata al 2° posto nella ‘classifica’ dei Paesi europei con il maggior numero di parlamentari. Davanti soltanto la Gran Bretagna, che ne conta 1.442.

La riforma costituzionale che prevede la ‘sforbiciata’ sul numero di eletti nella nostra nazione, secondo i dati su scala europea farebbe passare l’Italia al 5° posto del predetto elenco segnando così una svolta importante.