farmaci

Chiederci  che fine fanno o che impatto hanno i farmaci una volta utilizzati inizia a diventare una domanda di  rilevanza cruciale. I dati sono abbastanza preoccupanti e segnalano che le medicine che servon a contrastare le malattie possono avere effetti negativi sull’ecosistema.

I preoccupanti dati

I problemi vengono evidenziati dalla Commissione Europea in un dossier inviato al Parlamento Europeo in cui vengono riportati i dati sullo smaltimento dei farmaci. Emerge subito come qualsiasi sia il sistema o la modalità adottata per eliminare i medicinali, questi finiscano in percentuali diversi per riversare i propri residui nell’ambiente, provocando dunque danni sia all’uomo e sia agli animali.

Gli impianti di smaltimento e di trattamento delle acque reflue, anche i più avanzati e costosi, non riescono ad eliminare il 100% dei residui, come si legge nel report, e la diretta conseguenza è la presenza di “residui di svariati farmaci nelle acque superficiali e sotterranee, nei suoli e nei tessuti animali, in concentrazioni che dipendono dal farmaco, nonché della natura e della prossimità delle fonti“. I primi segnali di allarme risalgono al 2015 con il Pharmaceutical Journal che ha rilevato la presenza di Metformina, farmaco per il diabete, nel lago Michigan.

I dati non sono migliori per l’Europa: infatti, secondo l’agenzia ambientale tedesca Umweltbundesamt sarebbero 596 i farmaci presenti nell’ambiente.

Se poi volessimo ampliare lo spettro entrando ancor più nello specifico, in unarticolo de Il Corriere della Sera, si legge che nel sottosuolo e nelle acque di circa 50 Paesi sono state rinvenute tracce di Voltaren e in oltre 45 tracce Carbamazepina, Cotrimossazolo e Ibuprofene.Si tratta di residui, come spiega anche l’OMS, che non rappresentano un rischio per la salute umana per via delle basse concentrazioni rilevate ma che sono stati rinvenuti nell’acqua potabile, dato che non può essere in alcun modo trascurato.

Le conseguenze sugli animali e i primi rimedi

A subire questo inquinamento silenzioso e trascurato, quasi del tutto ignorato dai non addetti ai lavori, sono i pesci.

A diretto contatto con questo mix di residui farmaceutici, le specie subirebbero un mutamento a livello del loro sistema biologico. In particolare, sembrerebbe che i pesci esposti a farmaci contraccettivi abbiano evidenziato cambiamenti ormonali; quelli esposti a basse concentrazioni di antidepressivi avrebbero invece subito cambiamenti comportamentali. Non si esclude poi che con tutta probabilità le cause che stanno portando lo Scarabeo Stercorario ad estinguersi siano riconducibili ai residui di antiparassitari per il bestiame.

Si rende dunque essenziale ed urgente una presa di posizione per fronteggiare un tale problema: ad avviare questo iter sono state le Nazioni Unite che hanno invitato a prendere delle precauzioni e ad agire con lo scopo di limitare il problema. La direttiva europea 2008/105/CE (modificata nel 2013) dispone che la Commissione europea metta in atto interventi per contrastare il problema delle acque inquinate.