sclerosi multipla

La lotta per la sclerosi multipla ha fatto passi da gigante nel 2019 ed uno dei progressi fatti sta per diventare realtà: sarà disponibile in Italia, passato dal servizio sanitario nazionale, il farmaco Ocrelizumab.

Il farmaco, come visto durante le positive sperimentazioni recentemente portate a termine, se preso in una fase precoce della malattia porta a una sensibile riduzione del rischio di progressione della disabilità.

Nel corso dell’anno, lo scorso settembre durante il 23esimo congresso ECTRIMS avvenuto a Stoccolma, erano stati presentati gli studi con il farmaco effettuati nel 2017 condotti su pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva.

I risultati erano già stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e gli studi si chiamano OPERA I, OPERA II e ORATORIO.

Michelle Hunziker

Il “difensore” della mielina

L’Ocrelizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato sperimentale, va a colpire le cellule immunitarie che, nella sclerosi multipla, attaccano la mielina. 

Questa malattia si sviluppa infatti nel momento in cui il corpo attacca la mielina, che è la guaina protettiva che ricopre le fibre nervose e garantendo l’immediatezza del passaggio d’informazioni da una all’altra. Senza la mielina il sistema nervoso non comunica più efficacemente.

Salvare la mielina permetterebbe dunque di portare a un arresto della progressione dei danni e dunque a una limitazione delle disabilità che causano cambiamenti radicali e difficoltà drammatiche nella vita quotidiana dei malati.

Comi: “Rivoluzione Copernicana”

Giancarlo Comi, direttore di neurologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, ha dichiarato (come riportato da TgCom) che il fatto che il farmaco sia stato approvato dal Sistema Sanitario “è una vera rivoluzione copernicana, è un giorno che resterà nella storia della sclerosi multipla”.

La somministrazione del farmaco non è invasiva, né complessa: “Viene somministrato endovena ogni 6 mesi e non prevede analisi di routine.

Ha quindi una grande semplicità di impiego: un passo avanti straordinario rispetto agli approcci orali quotidiani e alle infusioni a cadenza mensile attualmente disponibili”.