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Kiran Maccali, uno dei protagonisti della 12esima edizione del Grande Fratello, è stato condannato a 6 anni di carcere per violenza sessuale e stalking ai danni di una sua ex fidanzata.

Kiran Maccali è noto come l’indiano bergamasco (di adozione) che animò, nel bene e nel male, la dodicesima edizione del GF.

Condannato per stalking e violenza sessuale

Maccali aveva già vissuto l’esperienza del carcere, che così a inizio anno descriveva al sito IGossip.it: “Ho avuto modo di crescere perché in carcere non è come stare all’oratorio, ma devi solo combattere per non perdere la dignità. In cella ho studiato marketing e comunicazione digitale”.

Ciò per cui è accusato ora è un episodio avvenuto l’8 marzo 2018 ai danni della sua ex, che l’avrebbe denunciato per stalking e violenza. La ragazza avrebbe raccontato che l’8 marzo scorso Maccali l’avrebbe attesa sotto casa con l’intento di violentarla, benché lo stesso fosse sottoposto a misure cautelari per una pena scontata precedentemente.

Aveva dei precedenti per aggressione

L’anno scorso Maccali era in misura cautelare perché, nel 2017, era stato condannato in un processo di primo grado a 8 mesi di reclusione per lesioni personali, danneggiamento aggravato, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. In quell’occasione era accaduto che Maccali aveva aggredito fisicamente i suoi genitori adottivi e questi avevano chiamato le forze dell’ordine, che con fatica erano riuscite a contenere l’uomo.

Proprio il fatto che in quell’occasione avesse violato la misura cautelare ha indotto, in quest’occasione, il Giudice a scegliere il provvedimento carcerario. Il reato di violenza sessuale è stato riconosciuto ma con carattere di minore gravità. 

Il Principe del GF12

Kiran Maccali, classe 1986, era arrivato al GF12 accompagnato dal suo motto di vita in bergamasco: “Làura, làura, làura” (“lavorare, lavorare, lavorare”). All’interno della casa si era guadagnato il soprannome di “Il Principe”. Quando entrò nella Casa di mestiere faceva il contadino e si definiva in amore: “Non sono fedele, ma devo far credere a tutte di esserlo”.