donna a terra stuprata

Neanche la fuga in una struttura protetta l’ha salvata dalla violenza di un compagno aggressivo. Una donna, rapita e violentata dall’ex compagno davanti alla loro figlia, ha raccontato il suo incubo in esclusiva a Il Messaggero, fornendo una testimonianza atroce di come sia difficile, nonostante innumerevoli sforzi, sfuggire a un marito o a un compagno violento.

Stuprata mentre era sotto protezione

La donna protagonista di questa orrenda storia si fa chiamare Romina. La sua identità, così come la sua collocazione, sono protette: lei e la figlia sono in una struttura qualificata, ma il suo figlio maggiore (un bimbo di 8 anni), nato da una relazione precedente, è ora affidato temporaneamente al padre naturale.

A Il Messaggero racconta l’atrocità di quel giorno orrendo in cui lui la bloccò in un piazzale dove lei si trovava, poco prima di tornare all’interno della casa famiglia: Era in un’auto diversa dalla sua, che non potevo riconoscere. Mi vide terrorizzata e mi disse con voce pacata che era lì solo per vedere la figlia. Ma, un secondo dopo, prese la bimba dal passeggino e mi disse che se non fossi salita in macchina se ne sarebbe andato da solo con la piccola”. Un ricatto morale per costringerla a stare con lui un’ultima volta, nonostante i tentativi di lei di fuggire: “Al distributore di benzina scesi dalla macchina correndo con la piccola in braccio ma lui mi inseguì e mi trascinò di nuovo dentro per i capelli mentre imploravo un benzinaio di aiutarmi.

Vagammo fino quasi all’alba, poi arrivammo nella sua casa a Licola, lì mi chiuse in una stanza, mi costrinse a un rapporto sessuale“.

Vittima, eppure prigioniera della sua vita

Ora, nonostante sia lei la vittima, è la sua vita ad essere stata mandata gambe all’aria: “Ho dovuto lasciare la mia casa, i miei familiari, il mio cane.

Ho dovuto cambiare abitudini, adeguarmi alla convivenza con altre donne. Non è facile”.

Vive negli strascichi della paura è ancora un’impresa e ci vorrà tempo per riuscire a superare tutto questo: “Vivo con il terrore che lui possa tornare a farmi del male, magari tramite qualcuno, visto che adesso è in carcere. Vivo sempre con l’ansia che possa accadere qualcosa a me o ai miei figli. Sente come urla la piccolina? Non mi lascia nemmeno parlare un attimo sulla porta. Purtroppo lei ha assistito alle violenze del mio ex compagno. Lui non si è fermato nemmeno davanti a sua figlia“.

(Immagine in alto: imm. di repertorio)