volante dei carabinieri in strada con le sirene accese

La guardia penitenziaria Ciro Curcelli che ha ucciso sua moglie e le sue due figlie per poi suicidarsi, la notte tra venerdì e sabato scorso a Orta Nova, in provincia di Foggia, dove viveva, pare avesse progettato la strage. Come riporta Repubblica, sembra che la figlia più grande, Valentina, avesse contattato l’unico superstite della strage familiare, suo fratello Antonio, che da anni vive a Ravenna, e che a lui avesse confidato che in casa tirava aria pesante.

La pistola non lasciata a lavoro

Una strage che sta sconvolgendo Orta Nova, quella perpetrata da Ciro Curcelli, guardia penitenziaria di 53 anni che si è tolto la vita dopo aver ucciso nel sonno la moglie Teresa e le sue due figlie, Valentina e Miriana.

A dare l’allarme sarebbe stato proprio lui, prima di uccidersi, chiamando i carabinieri e dicendo loro: “Ho ucciso mia moglie, ho ucciso le mie figlie, ora mi uccido. Lascio la porta aperta“. L’uomo ha usato la sua pistola d’ordinanza, una calibro 9, per uccidere i congiunti e poi togliersi la vita.

Proprio il fatto che non abbia lasciato la sua arma a lavoro lo scorso venerdì, dopo aver finito il suo turno, e che abbia deciso di portarla a casa con sé potrebbe rappresentare un segno che l’uomo avesse in realtà progettato la carneficina.

Pare che gli inquirenti abbiano escluso che il 53enne abbia agito per colpa di debiti di gioco o problemi di natura economica, per questo motivo, starebbero indagando sulla sua vita professionale. Intanto, però, sarebbero emersi problemi familiari nella vita dell’uomo.

La telefonata di Valentina al fratello

Valentina, la figlia di Ciro Curcelli, uccisa nel sonno dal padre, avrebbe telefonato poco tempo prima di essere ammazzata il fratello maggiore, Antonio. Lui vive a Ravenna da anni, per lavoro, ed è scampato alla strage perpetrata dal padre forse proprio per via della distanza che separava lui e la sua famiglia.

Stando a quanto riporta Repubblica, Valentina avrebbe telefonato al fratello per parlargli del fatto che i genitori litigavano spesso, una telefonata che tuttavia non metteva in luce una situazione caratterizzata da una gravità tale da mettere in allarme il fratello. Forse, nella vita di Ciro Curcelli c’era qualcos’altro che non andava. Forse, si trattava di un malessere di natura psicologica dovuta a più fattori. In ogni caso, a stabilire le eventuali cause del dramma dovrà essere il lavoro degli inquirenti.