donna vittima di violenza

Aveva deciso di lasciarlo, per questo sarebbe stata aggredita e quasi uccisa: è quanto avrebbe riferito la donna presa a martellate dal marito a Lecco, in una testimonianza dal suo letto di ospedale in cui avrebbe tracciato il perimetro di un possibile movente dietro la terribile vicenda che l’ha vista protagonista. Parole, riportate dal quotidiano Il Giorno, che ricalcano l’odissea di un matrimonio alla deriva e quel tentativo disperato di arrivare a una separazione senza scosse, vanificato dalla furia del coniuge 46enne per cui è stato convalidato l’arresto con le accuse di tentato omicidio aggravato e maltrattamenti aggravati.

Presa a martellate perché voleva lasciarlo

Lo avevo avvertito che se mi avesse ancora minacciato o messo le mani addosso lo avrei denunciato“.

Sono le prime parole della 43enne aggredita dal marito a Lecco, che l’ha presa a martellate fino a spaccarle la testa.

È la cronaca di un tentato femminicidio, secondo la ricostruzione degli inquirenti, richiamato dalla testimonianza della vittima alla Squadra mobile.

La donna si trova ricoverata in Neurorianimazione all’ospedale Manzoni di Lecco, dove ha subito un delicatissimo intervento chirurgico e combatte con tutte le sue forze.

È da lì che ha raccontato l’accaduto agli inquirenti, spiegando quale sarebbe stata la scintilla che ha fatto esplodere la furia del marito fino a sfiorare l’omicidio.

L’aggressione a colpi di martello sarebbe avvenuta davanti ai figli di 8 e 12 anni, ora affidati temporaneamente a una parente.

Mentre stava piantando un chiodo nel muro per appendere un quadro – avrebbe detto la vittima, secondo quanto riportato da Il Giornoio gli ho comunicato che ero stata da un avvocato per perfezionare le pratiche per il divorzio. Mentre ancora gli stavo parlando si è girato e mi ha colpito con il martello che impugnava“.

La separazione e l’aggressione

I fatti si sono consumati in un appartamento del rione Acquate, da cui l’uomo, secondo quanto emerso, avrebbe dovuto presto andar via a causa della separazione.

Inizialmente, il 46enne avrebbe mostrato apertura a uno scenario consensuale, per questo la moglie – forse nella speranza che tutto potesse risolversi senza ulteriori drammi – non avrebbe denunciato qualche episodio di tensione precedente alla terribile aggressione del 9 ottobre scorso.

Così non è stato, e sarebbe bastato un attimo perché la sua furia esplodesse davanti ai bimbi. Sarebbero stati proprio i piccoli, in preda al terrore, ad allarmare i vicini con le loro disperate urla.

Arresto convalidato

Il gip del Tribunale di Cuneo ha convalidato l’arresto del 46enne che, dopo aver brutalmente aggredito sua moglie, avrebbe tentato il suicidio e sarebbe stato ricoverato in Psichiatria poco dopo il fermo.

Secondo quanto emerso, l’uomo si trova ancora in ospedale e sarà trasferito in carcere appena le sue condizioni lo permetteranno. Nella notte tra il 9 e il 10 ottobre avrebbe tentato nuovamente di togliersi la vita, proposito sventato dall’intervento di alcuni infermieri.