ilaria cucchi con in mano un manifesto con la foto del volto del fratello stefano cucchi

Dopo la morte di Stefano Cucchi le accuse si concentrarono su 3 agenti di polizia penitenziaria, poi assolti. Oggi, nell’ambito del processo bis ai carabinieri, i legali di quei 3 agenti chiedono un risarcimento per 1 miioni di euro pro capite.

I primi accusati (poi assolti)

Ormai dal 2015 l’attenzione dell’accusa nella vicenda Cucchi è focalizzata sull’arma dei carabinieri. C’è stato un momento di questa vicenda processuale, però, in cui ad essere accusati, oltre ai medici del Pertini, furono 3 agenti di polizia penitenziaria. I 3, accusati di lesioni e abuso d’ufficio, sono stati assolti in primo grado di giudizio.

Oggi sappiamo che i 3 agenti non ebbero nulla a anche fare con il pestaggio di Stefano Cucchi, ma i 3 hanno vissuto drammi personali e ripercussioni per essere stati coinvolti nella vicenda e ora si chiedono che quei danni vengano risarciti.

Una vita distrutta

L’avvocato Diego Perugini, che difende uno degli agenti, ha dichiarato, come riporta Ansa: “Se noi oggi siamo qui è per colpa di questi imputati che hanno fatto cose incredibili: atti falsi, dichiarazioni false, sommarie informazioni false. Persone che hanno depistato per salvare se stessi; ci hanno preso in giro per dieci anni. Coloro che per dovere istituzionale dovevano dire la verità, per dieci anni non hanno fatto altro che mentire, e continuano a farlo”.

Il Corriere riporta che Perugini ha raccontato come la vita del suo assistito abbia subito terribili ripercussioni: “La sua vita è stata distrutta da una cronaca giudiziaria che l’ha descritto come l’omicida di Stefano Cucchi. Gli hanno strappato la vita dalle mani. La sua vita è stata devastata. Un danno fatto anche alla giustizia“.

Il legale: “Dignità calpestata”

Il legale Massimo mauro ha ribadito il concetto spiegando: “Vogliamo che sia resa giustizia a Stefano Cucchi e giustizia a tre appartenenti della polizia penitenziaria che devono riacquisire quella dignità che è stata loro calpestata”.

Ricordiamo, infatti, che coloro che oggi risultano essere i presunti responsabili del pestaggio di Stefano hanno assistito a un processo ai danni di persone che (se le accuse verranno confermate) loro sapevano essere innocenti.