ospedale pediatrico giovanni XXIII

È entrata in ospedale per un’operazione al femore, ne è uscita come corpo senza vita. È quanto accaduto a una 12enne morta durante un intervento chirurgico a Bari, all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, nel 2017: una consulenza depositata al Tribunale di Bari sosterrebbe che la giovane sia morta perché in sala operatoria mancavano strumenti di base come il termometro e il farmaco che le avrebbe salvato la vita.

Neanche un termometro in sala

Zaray Tatiana Coratella Gadaleta era arrivata in ospedale il 19 settembre 2019 per un’operazione al femore. Durante l’intervento, però, erano state riscontrate delle anomalie. Non fu però osservato correttamente un valore, il CPK (creatinfosfochinasi) che avrebbe subito indicato che si poteva trattare di ipertermia maligna, la patologia che ha poi causato la morte della 12enne.

Il Primario Leonardo Milella, chiamato mentre la situazione si aggravava, ha inizialmente (ed erroneamente) diagnosticato una tromboembolia polmonare e solo dopo 3 ore d’intervento i medici hanno compreso che si trattava di ipertermia maligna. Il semplice utilizzo di un termometro (che però era assente in sala) avrebbe permesso una diagnosi in tempo.

Il farmaco non era in sala operatoria

Quando ormai la situazione era oltre la gravità è stato somministrato alla giovane il farmaco salvavita, ma altro tempo è stato perso nell’andarlo a reperire nella farmacia dell’ospedale.

Il farmaco, infatti, era stato tolto dalla sala operatoria perché scaduto e non era più stato sostituito. Il farmaco è stato dunque somministrato troppo tardi.

L’anestesista Vito De Rienzo, accusato di omicidio colposo, ha chiesto di poter patteggiare 14 mesi di pena. L’anestesista, secondo la consulenza medico-legale, avrebbe dovuto optare per una tecnica anestesiologica differente, e priva di “agenti scatenanti”.

Per il primario Milella si sta invece valutando il rinvio a giudizio. Secondo la relazione medico-legale. i due medici e la struttura ospedaliera stessa hanno contribuito a creare un quadro negativo che avrebbe portato alla morte della 12enne.