Kikò Nalli a Domenica Live

Ospite del salotto di Domenica Live, Kikò Nalli ha ricostruito insieme a Barbara D’Urso quanto accadutogli lo scorso 10 ottobre, ovvero quando due uomini con il volto coperto da un casco lo hanno aggredito in strada.

Ad oggi Kikò Nalli si dice tranquillo, vuole capire il perché di un gesto di tale violenza, dicendosi addirittura pronto ad incontrare i suoi aggressori.

Kikò Nalli ricostruisce l’aggressione

Con la troupe di Domenica Live, Kikò Nalli ha ripercorso il giorno dell’aggressione. Come lui stesso ha raccontato, stava tornando dal fare la spesa quando è stato fermato da un gruppo di fan per fare delle foto.

Si trattava di un gruppo di giovanissime che lo hanno riconosciuto come il Kikò del Grande Fratello. Lui si è fermato per scattare delle foto e firmare autografi, dopodiché, spiega Nalli, qualcuno ha cominciato ad urlargli contro insulti pesanti; passando successivamente dalle parole all’aggressione.

I due resi irriconoscibili da un casco

Lui stesso ha raccontato che i due uomini, entrambi con il casco, gli si sono avvicinati. Uno davanti e uno alle spalle; il primo l’ha accecato con il riflesso, nello stesso momento l’altro l’ha colpito alla testa; ancora ad oggi non è chiara la natura dell’oggetto usato.

I due uomini sono poi fuggiti a bordo del motorino coprendo la targa. Nonostante un tentativo di inseguirli, accortosi del sangue Kikò è andato poi in ospedale e il giorno dopo ha sporto denuncia.

Kikò vuole incontrare i suoi aggressori

Ho pensato fosse il classico cretino che insulta a caso e così ho proseguito per la mia strada” ha raccontato a Barbara D’Urso, “C’è gente che mi vede come quello che ha fatti televisione senza aver fatto nulla, poi magari hanno rosicato”. Sconcertata Barbara D’Urso ha commentato: “Hanno tutti il diritto di andare contro la tv che facciamo noi, ma non con violenza”.

Kikò Nalli ha espresso il desiderio di voler capire cos’è che ha spinto i due ad aggredirlo così, anche sul perché avesse inizialmente scelto di seguirli ha spiegato: “Non volevo essere violento, volevo capire. Perché un atto del genere contro qualcuno che non ha mai fatto male a nessuno. Mi piacerebbe rincontrarli, magari gli dico due tre cose da padre, visto che sono padre e posso permettermi di parlare con i ragazzi nel modo giusto”.

Una persona normale

Kikò ha poi concluso il suo intervento spiegando che incontrandoli, lui mostrerebbe ai suoi aggressori di come la sua vita sia totalmente normale. “Li porterei in giro l’intera settimana con me, sveglia alle 6, bambini a scuola, lavoro fino a tardi. Voglio fargli vedere che Kikò Nalli è una persona come tutti”.