Lettere dal carcere, Bossetti scrive dopo sentenza ergastolo: “Sono innocente”

Massimo Bossetti è in carcere ma sembra non avere nessuna intenzione di rimanere in silenzio. È giunta infatti l’ennesima lettera scritta dal muratore di Mapello, questa volta diretta a Libero (nello specifico a Vittorio Feltri), che verte sul medesimo contenuto imperante in tutte le lettere di Bossetti: la proclamazione della sua innocenza.

Alla luce di una condanna definitiva per omicidio, Massimo Bossetti non ha mai vacillato nel suo definirsi innocente ma, soprattutto, vittima di un’ingiustizia sociale e giudiziaria. Il muratore ha sempre avuto la sua famiglia al suo fianco ma anche una discreta parte dell’opinione pubblica.

Bossetti e la dichiarazione d’innocenza

Chi è Massimo Bossetti ce lo dice lui stesso, nell’incipit alla lettera: “Non sono né l’assassino della povera Yara, né il mostro che i media e i social hanno dipinto.

 Sono un uomo normale, semplice che pensava al lavoro e a non far mancare nulla alla propria famiglia”.

Non manca un attacco al sistema giudiziario italiano: “Non posso fare a meno di dire che il trattamento che la giustizia italiana mi ha riservato è stato scorretto e ha calpestato ogni diritto alla difesa, e mi riferisco anche a quell’ex ministro dell’Interno incapace, che gridava al mondo che era stato preso l’assassino di Yara, calpestando la Costituzione“.

Il ministro a cui si riferisce è Angelino Alfano, in carica tra il 2013 e il 2016.

Tentarono di farlo confessare

Bossetti dichiara inoltre che più volte le autorità lo avrebbero spinto a confessare il delitto: “In carcere a Bergamo la Pm e vari responsabili dell’organo penitenziario mi pressavano a confessare in continuazione un delitto proponendomi benefici. Come potevo confessare un delitto che non ho commesso?”.

La lettera si chiude con un appello diretto a Vittorio Feltri: “La prego di porgermi la Sua mano d’aiuto, non è giusto essere dipinto come un mostro, non è giusto che mi abbiano affibbiato un ergastolo, non è giusto che venga commesso un errore giudiziario, per l’incapacità professionale e Confido che Lei possa capire cosa ho e sto provando.

Gentile Direttore, La prego di prendere in considerazione la mia richiesta d’aiuto, restando a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti”.